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Il conto del covid L’Italia è spaccata (e consuma meno)

La crescente disponibilità di dati rappresenta una risorsa chiave per aumentare la precisione e la prontezza delle decisioni degli operatori economici e degli interventi di policy, con la possibilità di cogliere i processi di cambiamento nel momento in cui si stanno realizzando e di valutare l’impatto delle politiche pubbliche.

Ma, come abbiamo imparato nell’anno di Covid-19, i dati vanno raccolti, integrati e analizzati nella maniera più appropriata. Una sfida, questa, da raccogliere chiamando a collaborare attori pubblici e privati. È su questo sfondo che nasce Data 4 Italy (D4I), il progetto congiunto tra il Centro Impact del Politecnico di Milano e Intesa Sanpaolo.

L’obiettivo è quello di proporre analisi fondate sui dati a supporto delle decisioni pubbliche. Gli elementi di novità risiedono nel focus sulla lettura sistematica di micro-dati geo referenziati ad alta frequenza e nelle metodologie utilizzate, all’intersezione tra data science e metodi econometrici.

Cause ed effetti

Venerdì 19 marzo Data 4 Italy ha presentato il Rapporto 2020 «L’Economia dei Territori». Lo studio contiene numerose analisi sull’impatto di Covid-19 sull’economia italiana. La ricerca valuta l’impatto delle misure di lockdown e della sequenza di misure di restrizione della mobilità sulle attività economiche, combinando la visione d’insieme sull’intero territorio nazionale e il dettaglio riferito a comuni, province e regioni. I numerosi cambiamenti decisi in corso d’anno hanno provocato una elevata volatilità nelle dinamiche economiche. Le fasce di popolazione sono state colpite in misura differente: più penalizzati i giovani, le donne, i precari e i lavoratori autonomi. La povertà è aumentata sia in termini familiari che di singoli individui. Le disuguaglianze si sono accresciute.

La forte riduzione del Prodotto interno lordo italiano (-8,9% rispetto all’anno precedente) è stata guidata soprattutto dalla contrazione dei consumi, più che degli investimenti. Si è letteralmente impennata la propensione al risparmio delle famiglie e le imprese hanno accresciuto le loro riserve di liquidità. Sono aumentati fortemente i risparmi delle famiglie (con flussi nei depositi bancari in aumento del 40%) e delle imprese (con flussi nei depositi bancari quadruplicati rispetto al 2019).

Sono capitali che se tornassero rapidamente in circolo, alla fine della pandemia, potrebbero accelerare fortemente il recupero del Pil

Tra i settori più colpiti, turismo, trasporti, commercio al dettaglio non alimentare, servizi alla persona.

Pochi i settori che hanno potuto svolgere una funzione anticiclica, di sostegno alla crescita: farmaceutica, grande distribuzione, piccola distribuzione alimentare, telecomunicazioni. In questo panorama, l’ecommerce è in forte crescita e in controtendenza.

Sul fronte dei territori, la contrazione più forte si è registrata nelle regioni del Centro-Nord a eccezione di Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. Migliore, invece, la performance delle regioni del Sud, salvo la Campania.

I dati messi a disposizione da Facebook sulla mobilità degli individui hanno consentito allo studio di concentrarsi sugli andamenti dei singoli territori.

Mobilità e territorio

Le variazioni di mobilità sono state usate come proxy degli impatti economici del lockdown a livello di comuni e province, impiegando tecniche di network analysis sulla rete di mobilità. Quando si considerano le caratteristiche socio-economiche dei Comuni, si osserva che i più colpiti sono quelli più poveri e quelli nei quali la dispersione nella distribuzione dei redditi è più elevata.

Le ferite non saranno facili da rimarginare, se è vero che i territori più colpiti sono anche quelli che fanno più fatica ad avviare un percorso di ripresa. Covid-19 ci consegna un Paese ancora più diviso e frammentato.

Metodo

Infine, D4I propone un metodo per misurare la capacità di resilienza dei territori, calcolata integrando una varietà di indicatori lungo tre dimensioni principali: Coesione sociale, Ambiente e territorio, Solidità economica. Anche in questo caso, la fotografia racconta di un Paese che vede alcuni punti di amplificazione dei divari interni, passando da un nucleo di province resilienti in tutte e tre le dimensioni (Bergamo, Bologna, Firenze, Ancona, Roma) sino a una pattuglia di coda, in cui le fragilità appaiono diffuse (Grosseto, Campobasso, Reggio Calabria, Potenza, Catanzaro).

D4I segna il punto di avvio, nel nostro Paese, di una nuova generazione di studi congiunturali. Impact@Polimi e Intesa Sanpaolo stanno integrando i dati delle transazioni nel circuito dei mezzi di pagamento con analisi di sentiment, dati di mobilità, micro-dati di consumo.

L’obiettivo è quello di monitorare, in tempo reale, l’economia dei territori italiani, studiando l’impatto delle variabili macroeconomiche e di quelle di contesto: uno strumento importante per una nuova generazione di indicatori e di valutazioni d’impatto delle politiche pubbliche.

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