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Conto corrente, meglio low cost

Sul mercato ci sono ormai numerose proposte di conti correnti, peccato che non tutte abbiano però lo stesso costo. Risparmiare comunque è possibile (circa 180 euro all’anno secondo l’Antitrust) scegliendo l’offerta più adatta in base al proprio profilo e alle proprie necessità e considerando una serie di fattori. Qualche esempio? Eventuali costi di apertura e di chiusura, canone o bollo gratuito, operazioni consentite e così via. Ecco una serie di consigli per districarsi nel panorama delle offerte e i migliori conti low cost.

Conti correnti sempre più cari. Secondo un’indagine condotta da Federconsumatori e Adusbef i costi dei conti correnti continuano ad aumentare. In base a un monitoraggio effettuato l’8 ottobre 2013 su 56 banche l’Isc medio (ossia, l’Indicatore sintetico di costo che rappresenta il costo indicativo annuo del conto corrente) era di 346,64 euro, a fronte dei 342 del 1° luglio 2013 (e dei 114 euro di media nei paesi Ue a 27).

Inoltre, da un’indagine condotta dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), che ha coinvolto 52 istituti di credito e oltre 14.500 sportelli, emerge come negli istituti di maggiori dimensioni i conti correnti risultano mediamente più costosi; l’analisi evidenzia, inoltre, che i conti correnti online sono in media più convenienti di quelli tradizionali, arrivando a costare il 30% in meno (fino al 40% per i giovani). Essendoci una tale variabilità tra i costi dei conti, l’Antitrust sottolinea, dunque, come passando a soluzioni più convenienti si potrebbero risparmiare circa 180 euro all’anno.

A cosa fare attenzione. Prima di scegliere a quale conto corrente affidarsi occorre quindi considerare una serie di fattori. Tra questi, l’eventuale pagamento di un canone mensile e del bollo. Attualmente, infatti, per legge è previsto il pagamento di un bollo pari a 34,20 euro annui se la giacenza media supera i 5 mila euro (mentre al di sotto di questa cifra c’è l’esenzione).

Alcune banche, però, si fanno carico dell’imposta annuale, quindi è bene orientarsi verso questi istituti di credito. Sul fronte canone, invece, occhio a non confondere un conto corrente a canone azzerabile con uno a canone zero. La differenza, infatti, è che nel primo caso non è previsto un canone annuo solo a determinate condizioni. Ad esempio, la maggior parte dei conti correnti a canone azzerabile richiede, per poter beneficiare dello sconto, l’accredito dello stipendio o della pensione, o ancora il mantenimento di una certa giacenza mensile o un certo numero di operazioni mensili/annue da effettuare.

Altri costi da considerare riguardano i bonifici: molti istituti di credito richiedono infatti una commissione (in media di circa 6 euro, ma può arrivare anche a 8 euro) per il trasferimento di denaro su un altro conto corrente. Da tenere d’occhio poi il fatto che alcune banche non prevedono commissioni anche se si preleva presso gli sportelli di altri istituti, mentre altre applicano delle commissioni in media di 1,64 euro (ma la spesa può superare anche i 2 euro). Infine, occhio alla presenza del canone per la carta di credito (quello medio annuo è di 24,33, ma in alcune banche può superare anche i 30 euro).

I conti correnti più economici. In base a un’analisi effettuata dall’Osservatorio Finanziario, organismo indipendente che monitora le proposte delle banche sul territorio italiano, i quattro conti correnti più economici del 2013 sono dei conti on line. In particolare, Conto Websella di Banca Sella che si è aggiudicato il primo posto, seguito a pari merito da YouBanking di Banco Popolare e Conto IW di IWBank. Mentre al terzo si è classificato il Conto CheBanca! di CheBanca! L’indagine ha coinvolto un campione di 24 conti correnti i cui costi sono stati analizzati in base a un’operatività comprendente dodici accrediti di stipendio o pensione, sei prelievi presso Atm di altri gruppi bancari in Italia e in Europa, dieci bonifici online, un’operazione allo sportello, un invio di estratto conto cartaceo, oltre al canone, alla carta di credito e al bancomat.

Il Conto Websella presenta in base all’indagine un costo medio di gestione di 0,71 euro. Il canone annuo è gratuito e include carta bancomat, carta di credito, operazioni illimitate, prelievi illimitati e bonifici online. Non è invece incluso il costo per l’invio dell’estratto conto via posta, pari a 0,71 euro. Il conto va inoltre aperto online, in caso contrario la spesa per l’apertura in filiale ammonta a 35 euro.

YouBanking di Banco Popolare e Conto IW di IWBank hanno invece un costo medio pari a due euro. Il primo prevede non prevede il pagamento del canone e include operazioni illimitate, prelievi bancomat gratuiti in tutto il mondo, carta di credito e di debito e libretto degli assegni gratuiti. Fino al 30 giugno 2015, inoltre, i bolli sul conto corrente e sul deposito titoli sono a carico della banca.

Costano invece un euro sia i bonifici disposti allo sportello, sia l’invio dell’estratto conto cartaceo.

Anche il conto corrente di IWBank è a canone gratuito. Sono incluse, senza costi aggiuntivi, operazioni illimitate, carta di debito e di credito, prelievi da tutte le banche in Italia e domiciliazione delle utenze. Costa due euro, invece, l’invio dell’estratto conto cartaceo. Infine, il Conto CheBanca! ha un costo, secondo i dati di Osservatorio Finanziario, di 3,80 euro. Il conto, se si sceglie l’opzione che non prevede l’assistenza in filiale, è a canone zero e include gratuitamente anche carte di pagamento, operazioni illimitate online e via servizio clienti, prelievi da tutte le banche in Italia, bonifici online e imposte di bollo anche sulle giacenze superiori a 5mila euro.

Le singole operazioni disposte allo sportello costano invece 3 euro (mentre l’invio dell’estratto conto cartaceo 0,80 euro).

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