Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Continua vendita di bond italiani

L'Italia rimane sulla graticola. I dubbi del mercato e una ormai palese strategia speculativa internazionale, che potrebbe avere il suo acme intorno a Ferragosto, continuano a tenere sotto pressione i conti nazionali. Si specula, insomma, sull'incapacità di Roma di dare ulteriori, adeguate risposte alla riduzione dell'indebitamento, dando contemporaneamente slancio a una ripresa asfittica. Ogni segnale positivo, come l'annuncio del calo del fabbisogno (39,6 mld nei primi 7 mesi, contro i 44,65 dei primi 7 mesi 2010) e l'aumento delle entrate, non è stato preso in considerazione, segno che lo sguardo internazionale punta su altri orizzonti.

Pesa inoltre il peso della quota di aiuto alla Grecia, ma alcune voci da Bruxelles dicono che Italia e Spagna potrebbero essere esentate da questo aiuto, in autunno. Nonostante ciò, ieri mattina il divario Btp decennale-Bund è schizzato a 385 punti (il che significa un tasso di oltre il 6% per i prestiti internazionali, assai vicino alla soglia del 7%, che indica l'inizio dell'insolvenza), prima di ritracciare, intorno alle 13, a 369 punti di differenziale.

«Se lo spread tra Bund e Btp si amplierà oltre i 400 punti base, oltre al fatto che le entrate non saranno più sufficienti per ripagare i debiti contratti dallo stato, temo che occorreranno anni per riportarlo in un range più sostenibile, tra 200 e 250 pb. Quella dei 400 punti base è pertanto una vera e propria linea di difesa sul Piave, da tenere con tutte le forze», ha spiegato ieri il gestore di una banca americana.

Secondo il money manager, gli unici interventi che potrebbero garantire un po' d'ossigeno all'economia italiana, sono «la reintroduzione immediata della patrimoniale e la revisione, altrettanto rapida, degli estimi catastali che comporterebbe un ulteriore importante prelievo sulla tassa di possesso degli immobili».

E almeno sull'introduzione di una patrimoniale soft si concentrano i rumors in vista del discorso di oggi pomeriggio del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in parlamento.

Intanto ieri è durato più di due l'incontro convocato dal ministro Tremonti con i vertici finanziari nazionali per fare il punto sulla situazione. Erano presenti il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, la sua vice, Anna Maria Tarantola, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini e il direttore generale del tesoro, Vittorio Grilli.

Alla fine della riunione, in una nota, è stato ribadito che il sistema bancario e finanziario italiano è solido, nonostante le tensioni derivate dalla situazione internazionale.

Fonti vicine al ministero delle finanze hanno intanto fatto sapere che non sono in programma la cancellazione o il cambiamento delle prossime aste per il collocamento dei nuovi titoli di debito. I rumori di mercato che davano per cancellate alcune aste sono stati citati dagli operatori come la causa principale che ha spinto i rendimenti dei titoli di stato decennali al di sopra del 6%. I recenti dati sulla liquidità in budget testimoniano, secondo le fonti, esigenze del governo italiano inferiori a quanto precedentemente anticipato. Le fonti ufficiali hanno confermato che a fine luglio il tesoro ha completato il 65,3% delle totale delle vendite dei titoli previste per tutto il 2011.

Dopo il vertice di ieri, Tremonti incontra questa mattina il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, a Lussemburgo, per parlare della crisi economica e delle tensioni sui mercati. Nel pomeriggio il ministro dovrebbe rientrare a Roma per partecipare all'informativa di Berlusconi alle camere, prevista alle 15 a Montecitorio e alle 17 a palazzo Madama.

Si muove anche la Consob, che, come preannunciato nei giorni scorsi, ha richiesto ufficialmente informazioni a Deutsche bank in merito alla recente cessione di titoli di stato italiani per un valore di circa 7 miliardi di euro. L'esposizione netta al rischio sovrano dell'Italia è stata ridotta da Deutsche bank da un valore di 8,01 miliardi di fine dicembre 2010 a 997 milioni di fine giugno. L'Europa, intanto, continua a gettare acqua sul fuoco. «Confidiamo molto nella determinazione dell'Italia e della Spagna nel riportare le loro economie sul giusto binario. Siamo pienamente fiduciosi», ha detto una portavoce della Commissione Ue durante un incontro con la stampa. «Entrambi i paesi stanno prendendo le misure necessarie», ha aggiunto la portavoce, Chantal Hughes. La portavoce ha anche ribadito che gli attuali attacchi speculativi a Spagna e Italia non sono giustificati da cambiamenti concreti della situazione. Hughes ha anche smentito che la Ue stia considerando l'erogazione di prestiti a favore dell'Italia e della Spagna, nonostante i crescenti costi di finanziamento per i due paesi.

Parole tranquillizzanti, in vista del vertice di domani dei governatori della Banca centrale europea. Il quadro delineatosi in queste settimane, solleva interrogativi su possibili mutamenti di rotta sul percorso di aumento e normalizzazione dei tassi di interesse, da poco avviato da Francoforte: in buona sostanza sul se verrà tutto bloccato. Non sono attese variazioni sui tassi di interesse.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa