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Continua la corsa post voto dei BTp: trentennali ai minimi, spread a 133

Si consolida il rally dei BTp dopo il voto. Ieri il tasso del decennale è sceso sotto quota 0,83% ed è ad un passo dai minimi storici. Lo spread con i Bund tedeschi intanto è sceso fino a 133 punti base. Livelli più bassi di sempre poi si sono visti anche sul BTp a 30 anni, il cui rendimento è sceso fino all’1,75 per cento. Gli acquisti sono favoriti dal netto calo del rischio politico dopo le elezioni regionali e il referendum costituzionale, che allontanano lo scenario del voto anticipato. Altri fattori più tecnici (le aste Tltro della Bce) hanno poi contribuito al trend rialzista sui titoli italiani (si veda articolo in pagina).

È stata una giornata positiva anche per le Borse, che hanno proseguito nella direzione del lento recupero dopo il tracollo di lunedì costato oltre tre punti percentuali sui principali listini. I timori sulla risalita dei contagi e l’eventualità di nuove misure restrittive, che pure continuano a pesare sull’umore degli investitori, sono stati momentaneamente messi da parte. Soprattutto alla luce della prova di resilienza mostrata dall’industria e certificata dagli indici di fiducia resi noti ieri. Particolarmente incoraggianti nella prima economia dell’area: la Germania. Gli indici Pmi manifatturieri a settembre sono balzati a 56,6 punti, il livello più alto da due anni a questa parte. Un balzo che riflette probabilmente una ripresa degli ordini da parte del principale partner commerciale, la Cina. Meno positivi i dati di fiducia dei servizi, che invece tendono a risentire di più del mercato interno, che ha evidentemente sofferto la risalita dei contagi. Ma le Borse per buona parte delle contrattazioni hanno preferito concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno dell’industria, con l’indice Stoxx 600 che è arrivato a guadagnare oltre un punto e mezzo percentuale in mattinata. Nel finale di seduta la debolezza di Wall Street e gli indici di fiducia della manifattura Usa peggiori delle attese hanno contribuito al netto rallentamento dei listini, che hanno chiuso la seduta con Madrid invariata, Milano poco sopra la parità (+0,18%), Parigi in rialzo dello 0,62% e Francoforte a +0,39 per cento.

Per i mercati azionari, reduci da un netto recupero nei mesi estivi, l’incertezza legata alla risalita dei contagi unita alla volatilità sull’inflazionato settore tecnologico hanno contribuito a una netta inversione di rotta: le Borse mondiali da inizio mese hanno perso in media oltre 6 punti percentuali. Le aspettative su un rapido ritorno alla normalità d’altra parte si scontrano con l’evidenza di un virus che continua a dimostrarsi in grado di paralizzare l’economia. «Ci vorrà tempo e un’altra dose di supporto fiscale perché l’economia americana ritorni ai livelli pre-Covid» ha chiarito martedì il presidente della Fed Jerome Powell nel corso della sua ultima audizione al Congresso. Nel frattempo buone notizie sul fronte vaccini: ieri Johnson & Johnson ha avviato la sperimentazione finale del suo vaccino che, rispetto a quello dei concorrenti, è efficace dopo solo una dose e può essere più facilmente conservato.

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