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Continua la correzione, Borse ancora giù

Comincia male la settimana finanziaria con vendite diffuse sia sui listini azionari che sui bond governativi. I listini europei non hanno reagito al rimbalzo di Tokyo (+4%) ma si sono riambientati al generale clima di prudenza degli operatori in vista degli stress test bancari che saranno resi noti domenica (al vaglio 124 gruppi bancari europei, di cui 15 italiani). La seduta è stata molto volatile: Piazza Affari era arrivata a guadagnare un punto percentuale ma ha chiuso con un calo dello 0,86%, facendo tuttavia meglio della media europea (-1,12%) e del listino di Francoforte (-1,5%).
A giudicare dall’andamento, i mercati non hanno accolto con entusiasmo il primo giorno di acquisto di covered bond da parte della Banca centrale europea nell’ambito del piano Draghi che dovrebbe inserire entro fine anno anche l’acquisto di titoli cartolarizzati Abs (Asset backed securities) con l’obiettivo di spingere gli istituti di credito a prestare soldi a famiglie e imprese. Secondo indiscrezioni la Bce avrebbe acquistato ieri covered bond di banche francesi e spagnole.
C’è da dire che i mercati hanno pagato il quadro incerto dell’economia reale. Le trimestrali non hanno dato una mano. La tedesca Sap (software aziendali) ha annunciato un profit warning sul 2014. Male anche Philips ad Amsterdam che ha annunciato profitti inferiori alle attese. In sofferenza il comparto tlc con Alcatel e Lucent. A Wall Street Ibm ha presentato conti con profitti e ricavi in contrazione arrivando a cedere il 7% e indebolendo l’indice Dow Jones. A Piazza Affari alta volatilità su Banca Mps che dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso ha limitato i danni chiudendo a -1,8%: il passivo dell’ultima settimana resta tuttavia preoccupante (-16%) benché l’istituto abbia smentito i rumor su difficoltà in relazione agli imminenti stress test. Pesante Mediaset (-4,29%) sulla scia di uno studio di Bernstein cauto sui risultati del gruppo. Ha sofferte Eni (-2,1%) così come in generale il settore petrolifero in Europa dopo che il Brent ha accusato un nuovo calo in area 85 dollari al barile.
È p tornata la tensione sui titoli di Stato della periferia dell’Eurozona. A innescare le vendite sono state le notizie arrivate da Lisbona: il titolo p Portugal Telecom ha ceduto il 10 p% dopo che un giudice ha respinto la richiesta di tutela dei creditori di Rioforte, una holding del gruppo Espirito Santo a cui il gruppo aveva prestato lo scorso aprile 897 milioni di euro. A questo punto il credito è a rischio e questo potrebbe mettere a repentaglio la fusione con la brasiliana Oi. La tensione è rimbalzata sui bond di Lisbona: il tasso dei decennali è balzato dal 3, 44 p% (+5%) p. Il tasso dei bond di Atene si è mantenuto sopra l p’8%. Venduti i titoli spagnoli con il rendimento salito al 2,26%. Non hanno fatto eccezione i BTp che hanno chiuso al 2, 6 p%, con lo spread risalito a 17 5 p punti (dai 16 2 p della vigilia) nel giorno in cui è partito il collocamento presso la clientela retail (si chiuderà mercoledì per i risparmiatori e giovedì per gli istituzionali) pdel nuovo BTp Italia (indicizzato all’inflazione italiana, con durata 6 p anni). La raccolta ha sfiorat o p i 3 miliardi, molto meno dei p 6,7 miliardi al termine del primo giorno di offerta dell ‘ pedizione precedente ad aprile. Segnale che anche tra i piccoli risparmiatori c’è chi teme che l’attuale deflazione italiana (-0,3%) possa durare più del previsto e delle stime ufficiali.
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