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Conti Unicredit oltre le attese

Nel terzo trimestre il risultato netto rettificato di Unicredit, escludendo la vendita di Pioneer e un componente non operativo e non ricorrente della divisione non core, è ammontato a 838 milioni di euro: è quanto ha reso noto la banca, che ha riunito appositamente il cda per il via libera ai risultati preliminari, a seguito della pubblicazione errata di dati previsionali incompleti. Il Cet1 ratio fully loaded è atteso superiore al 13,5%. L’utile netto preliminare si è attestato a 2,82 mld e i ricavi sono diminuiti del 3,9% su base annua a 4,646 mld. Il mol è sceso del 3,3% a 1,833 mld. In forte crescita, invece, il margine operativo netto a 1,235 miliardi (+34,4%). Quanto ai dividendi e agli altri proventi su partecipazioni, il dato si è attestato a 165 milioni (-12,8%).

Nei primi nove mesi l’utile netto preliminare è salito a 4,672 miliardi da 1,768 mld dello stesso periodo del 2016. I ricavi preliminari sono scesi del 2,7% a 14,776 mld e il mol si è attestato a 6,22 mld (-1,2%). Unicredit ha confermato che i risultati finali consolidati del trimestre e dei nove mesi saranno sottoposti al cda l’8 novembre.

Intanto l’utile netto preliminare della controllata Finecobank nei nove mesi è sceso del 7% su base annua a 151 milioni. I ricavi hanno toccato quota 430,9 milioni, in aumento del 2%, e il mol è salito del 3% a 256,2 mln. Nel trimestre, invece, i profitti sono cresciuti del 5% a 46,8 milioni. I ricavi si sono attestati a 148,2 milioni (+12%) e il mol a 94,7 mln (+21).

I risultati preliminari di Unicredit sono stati apprezzati dagli analisti. Jefferies evidenzia che il risultato netto ha superato del 12% le attese. Oltre le stime anche il Cet fully loaded, al 13,5% contro le previsioni ferme al 13,3%. I dati sono preliminari, ma si prospetta un altro buon trimestre per Unicredit.

L’utile ha superato le attese anche di Banca Akros, grazie ai costi leggermente più bassi delle stime. Gli esperti evidenziano inoltre il miglioramento delle commissioni. Nel complesso, i risultati confermano «il trend di normalizzazione in corso». Per Banca Imi i numeri «sono coerenti con le nostre stime sull’intero 2017 e con la guidance su net interest income e costo del rischio».

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