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Conti, Saccomanni rassicura la Ue

Una prima, dettagliata esposizione delle linee programmatiche che il governo intende realizzare da qui ai prossimi mesi, con il chiaro intento di rassicurare i partner Ue sul rispetto degli impegni assunti, soprattutto per quel che riguarda il permanere del deficit al di sotto della soglia del 3% del Pil. La reazione a caldo di Bruxelles alle comunicazioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni è incoraggiante: «Siamo rassicurati che il governo intende proseguire l’agenda di ambiziose riforme per aumentare la crescita potenziale e fronteggiare gli squilibri», osserva il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. «Abbiamo chiesto all’Italia di proseguire nel consolidamento di bilancio portando avanti quanto avviato dal governo precedente». Esposizione «ambiziosa», poi sarà la Commissione a dire la sua il prossimo 29 maggio.
Al termine della riunione, Saccomanni conferma: «Ho ribadito la linea esposta dal presidente del Consiglio, e confermata nelle risoluzioni sul Def con ampio consenso politico, a rimanere all’interno degli impegni assunti. Le misure che ci accingiamo ad approvare non altereranno i saldi per il 2013. Poi, più avanti, presenteremo un programma di riforme di più ampio respiro». Saccomanni è giunto a Bruxelles direttamente dal meeting di governo di Spineto. Incontro nel corso del quale Saccomanni ha invitato i colleghi ad avanzare «proposte responsabili» che prevedano coperture certe, per realizzare «obiettivi perseguibili». «Non voglio essere il ministro dei tagli», avrebbe osservato.
All’esposizione del ministro (al suo esordio europeo in sede di Eurogruppo), sono seguite alcune richieste di chiarimento, in linea con le «informazioni addizionali» sul programma di stabilità e sulle riforme» chieste nel fine settimana al G7 di Aylesbury dal vice presidente della Commissione europea, Olli Rehn. Vi rientrano i chiarimenti sul decreto Imu-Cig che il governo approverà venerdì prossimo. Nessuna variazione dei saldi di finanza pubblica, ha assicurato a più riprese Saccomanni. Il secondo step è previsto in giugno, quando verranno illustrati e presentati alla Commissione e ai partner europei sia la Nota di aggiornamento del «Def» che le linee programmatiche affidate all’integrazione del «Programma nazionale di riforma». In quella sede, verranno fornite informazioni aggiuntive sulle coperture per far fronte al rinvio dell’aumento di un punto dell’Iva (dal 1 luglio al 1 gennaio), al riordino complessivo della tassazione sugli immobili e al finanziamento delle spese che si renderanno necessarie. In agenda, oltre al finanziamento della cassa integrazione in deroga (1-1,5miliardi) che verrà deliberato già venerdì, la questione relativa alla stabilizzazione dei precari della Pa, alla conferma delle agevolazioni del 55% per le ristrutturazioni edilizie connesse al risparmio energetico, il finanziamento delle missioni internazionali per gli ultimi quattro mesi dell’anno.
Sul tappeto, ma solo in un secondo momento, l’ipotesi che il deficit del 2014 scivoli dal programmato 1,8% in direzione del 2,9%, lo stesso valore atteso per fine anno. A ben vedere, se pure si potrà utilizzare – come ha spiegato lo stesso Saccomanni – ogni possibile margine di flessibilità, prima di avviare l’istruttoria sul deficit 2014 occorrerà incassare il via libera, da parte della Commissione europea, all’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. Poi si potranno avviare le trattative con l’obiettivo di fruire dei possibili spazi di manovra sul fronte degli investimenti pubblici produttivi, sull’occupazione e sullo sblocco della seconda tranche di debiti commerciali della Pa. Partita, quest’ultima che potrebbe rientrare nel «margine» offerto da Bruxelles, in linea con quanto accordato al governo Monti, in sostanza uno spazio dello 0,5% di deficit in più per finanziare lo sblocco della prima tranche di debiti commerciali della Pa.

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