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Conti pubblici, agosto bollente

Lavoro, imprese, fisco, scuola, comuni e turismo: si allunga la lista di interventi da inserire nella manovra estiva che il governo dovrebbe varare nella prima settimana di agosto, dopo il via libera delle Camere al nuovo scostamento di bilancio di 25 miliardi di euro. A far alzare sul finale l’asticella, che si era fermato tra i 20 e i 22 miliardi in un primo momento, sono stati diversi fattori. Innanzitutto l’intesa raggiunta a Bruxelles sul Recovery Fund che ha portato in dote all’Italia 209 miliardi di euro, 82 dei quali a fondo perduto, ponendo in una prospettiva diversa le interlocuzioni con la Commissione europea. Circa 20 miliardi potranno essere anticipati e usati anche per le spese effettuate da febbraio in poi. In secondo luogo l’esigenza di assecondare le richieste interne alla maggioranza ma anche di lasciare margini nel passaggio parlamentare e nel confronto con le opposizioni, anche in vista del voto del Parlamento sulla richiesta di deficit aggiuntivo atteso mercoledì 29 luglio. Il conto delle misure è quindi via via salito portando a 10 miliardi il pacchetto lavoro che prevede il rifinanziamento della cassa integrazione e della Naspi, gli incentivi alla imprese per le assunzioni, la proroga del blocco dei licenziamenti e dello smart working anche nel settore privato. Il rinvio e la rimodulazione delle scadenze fiscali dovrebbe valere circa 4 miliardi, mentre la dote per comuni e regioni è di circa 5,2 miliardi. Oltre un miliardo sarà messo sul piatto per far ripartire la scuola in sicurezza e circa 800 milioni per il rafforzamento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. All’elenco si aggiunge un nuovo pacchetto di aiuti per il turismo ancora da definire.

Cig con paletti. La Cassa Covid dovrebbe essere estesa di altre 18 settimane ed essere selettiva. Vi potranno accedere solo le imprese che hanno esaurito le precedenti 18 settimane. Due le ipotesi allo studio: la possibilità di accesso con paletti, a partire dal calo del fatturato del 20%, per tutto il periodo, oppure un meccanismo in due step, consentendo a tutte le aziende di accedere alle prime 9 settimane e rendendola selettiva per la seconda tranche di 9 settimane. Tutte le altre imprese che non hanno registrato cali del fatturato potranno comunque ricorrere alla cassa integrazione non Covid pagandola. Per rifinanziare la cassa Covid saranno necessari tra i 6 e gli 8 miliardi.

Incentivi alle imprese. In alternativa, chi rinuncerà alla cassa integrazione e farà rientrare i lavoratori dovrebbe beneficiare della decontribuzione al 100%. E saranno previsti sgravi contributivi anche per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato.

Proroga contratti a termine senza causali. In deroga al dl dignità dovrebbe essere prevista la possibilità di prorogare i contratti a termine senza causali.

Proroga blocco licenziamenti. Il blocco dei licenziamenti, già prorogato al 17 agosto dal dl Rilancio, dovrebbe essere prolungato fino a fine anno solo per le imprese che fanno ricorso alla cassa Covid.

Proroga naspi. Prevista la proroga dell’indennità di disoccupazione Naspi e il potenziamento del Fondo nuove competenze che potrebbe essere utilizzato anche per i lavoratori in transizione occupazionale.

Estensione smart working nel privato. Si punta a inserire una norma per la proroga dello smart working nel settore privato a fine anno (o legandola all’eventuale proroga dello stato di emergenza) così come previsto dal dl Rilancio per il 50% della p.a.

Rafforzamento fondo centrale garanzia. Sarà rafforzato il Fondo centrale di garanzia per i prestiti alle piccole e medie imprese con una dote di circa 800 milioni di euro.

Fisco, sforbiciata versamenti settembre. Il governo intende riscrivere il calendario delle scadenze fiscali e in vista della riforma che dovrebbe introdurre il fisco per cassa si procederà con una rimodulazione e un alleggerimento dei versamenti sospesi e rinviati a settembre dai decreti anti-crisi. L’obiettivo è di spalmarli su un orizzonte temporale pluriennale abbattendo il più possibile le rate. La sforbiciata dovrebbe valere circa 4 miliardi. Si valuta inoltre la possibile sospensione delle sanzioni per chi ha sforato le scadenze del 20 luglio.

Risorse alle regioni. Sul piatto ci sono poi gli ulteriori 2,8 miliardi da destinare alle regioni a compensazione delle minori entrate, sulla base dell’accordo raggiunto con il governo. Risorse che si aggiungeranno allo stanziamento di 1,5 miliardi già previsto dal dl Rilancio portando il contributo totale a 4,3 miliardi. Alle Regioni a statuto ordinario andranno 1,7 miliardi (di cui 500 milioni già stanziati dal dl Rilancio e 1,2 miliardi aggiuntivi disposti dall’intesa) e alle regioni a statuto speciale e alle province autonome 2,6 miliardi (di cui 1 miliardo previsti dal dl Rilancio e ulteriori 1,6 miliardi previsti dall’accordo).

Fondi per i comuni. Ai comuni dovrebbe arrivare un contributo di circa 2 miliardi (500 milioni per le città metropolitane) comprensivo anche del ristoro per il mancato incasso dell’imposta di soggiorno che dovrebbe essere di circa 300 milioni di euro.

Scuola. Per far ripartire la scuola in presenza e in sicurezza dovrebbe essere stanziato oltre 1 miliardo.

Aiuti al turismo. Dovrebbero arrivare dei piccoli aiuti anche per il turismo. Una delle misure allo studio già nell’iter parlamentare del dl Rilancio era la possibilità di estendere l’ecobonus anche agli alberghi.

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