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Conti online: chi vince l’Oscar della convenienza

Sorpresa: siamo al top in Europa nell’uso, e nella convenienza, dei conti correnti online. E i nostri depositi vincolati, grazie probabilmente allo spread, rendono molto più di quelli made in Berlino. Lo dimostra l’analisi condotta dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza che ogni due settimane monitora per CorrierEconomia i principali prodotti e strumenti per la gestione del risparmio e le offerte nel campo dei servizi.
«In Italia — dice Sara Pinto, curatrice dello studio — il settore bancario online non è solo più dinamico e competitivo di quello tradizionale, in filiale, ma è assolutamente, in linea, con i Paesi europei più avanzati, come Germania ed Austria».
Certo, lo sportello, rimane ancora un importante punto di riferimento, ma sono in rapida ascesa gli utenti che usano Internet. Oggi, lo fa già il 40% dei clienti, per consultare il saldo e i movimenti, fare bonifici e pagamenti vari, ricaricare cellulari.
I conti abilitati all’operatività via web sono 17,3 milioni, di cui 10,7 milioni sono esclusivamente online. Più che raddoppiati nell’arco di un anno. Accanto ai conti correnti web, da qualche anno, sono proliferati anche i conti di deposito. I salvadanai virtuali che hanno raccolto un grande successo per i generosi rendimenti, sia su soldi sempre disponibili, ma, soprattutto, sui risparmi vincolati. Il plus dei conti correnti, invece, è l’economicità.
La classifica
Ma qual è il più vantaggioso? L’Istituto di ricerca, fondato dalla rivista economica Focus Money del gruppo Burda, ha messo sotto osservazione sette istituti (Banca Ifis, Banca Mediolanum, Banco Popolare, Che Banca!Fineco, Ing Direct e Iwbank) e ha eletto «migliore conto online», il Conto Max di Banca Ifis (che però non prevede la carta di credito). Costruito a misura di utente, ascoltando ed accogliendo le nuove esigenze delle famiglie, è approdato sul mercato da soli tre mesi. Ha vinto riportando, per effetto della differenza tra costi e interessi creditori, un saldo medio positivo annuo. Ovvero, un guadagno di 34,50 euro. Mentre, per Conto Arancio di Ing Direct, piazzatosi al secondo posto, con il riconoscimento di «Top Conto Corrente online», il saldo di fine anno è risultato negativo di 1,44 euro. Al Terzo posto Webank.
Ma, vediamo come si è arrivati alla classifica. Il confronto si basa sull’offerta per due clienti tipo e con prodotti che prevedevano l’accredito di stipendio/pensione, una giacenza di 3/6.000 euro, un’operatività media e un fido di 1.000 euro. E chi non lo concede, come CheBanca! non è potuto entrare in graduatoria. Alla pari di Fineco che lo concede solo dopo 6 mesi dall’attivazione. I profili di clienti sono quelli che più utilizzano il comparatore confrontaconti.it, usato per l’analisi.
I parametri
Come parametri per la valutazione sono state prese in considerazione le condizioni economiche applicate: interessi creditori e debitori, costi fissi (canone, bancomat, carta di credito, bollo) e variabili (prelievi e pagamenti), commissioni per fido e sconfinamenti.
Per ogni conto è stata elaborata una doppia classifica, prendendo come riferimento la giacenza media di due clienti tipo. Conto Max ha vinto entrambe le sfide, con saldo positivo annuo di 14,51 euro nel profilo A e di 54,48 euro nel B.
La differenza tra i due profili è rappresentata dal livello di giacenza media annua e dall’utilizzo del fido. Nel profilo A è stata prevista una giacenza media di 3.000 euro, con utilizzo medio del fido di 500 euro per 30 giorni. Nel B , si è considerata una giacenza media di 6.000 euro, senza utilizzo del fido. In questo secondo caso, a fare la differenza è stato anche il bollo. Ad accollarselo solo Banca Ifis, Ing Direct e Banco Popolare. Webank si prende in carica l’imposta solo per i primi 3 mesi. Un aspetto che, unito al fatto di riconoscere gli interessi solo su importi superiori a 2.000 euro, le ha fatto gadagnare solo il terzo posto nella classifica.

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