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Conti nudi in 77 mila banche

Sono 77 mila le istituzioni finanziarie di tutto il mondo che hanno risposto alla chiamata dell’Irs, l’Agenzia delle entrate degli Stati Uniti, iscrivendosi al programma Fatca per la condivisione dei dati fiscali dei propri correntisti di origine statunitense con un patrimonio detenuto all’estero superiore ai 50 mila dollari. Almeno a partire dal primo luglio prossimo, quando l’accordo sottoscritto da Washington con una settantina di Paesi, Italia compresa, entrerà ufficialmente in vigore. La conferma è arrivata ieri dal Fisco statunitense attraverso la pubblicazione di un tool (strumento) elettronico accessibile dal portale dell’Irs che permette di scaricare la lista delle banche che hanno aderito all’iniziativa: 457 soltanto in Italia. La parte del leone spetta comunque al Regno Unito con oltre 6.200 istituzioni finanziarie pronte a comunicare per via automatica al Fisco di Washington i nomi e cognomi dei propri correntisti americani, oltre a numeri di conto, indirizzo e saldo di conto corrente. Ma a stupire ancora di più sono i numeri della Svizzera, da sempre roccaforte del segreto bancario. Dopo la firma dell’accordo Fatca tra Berna e Washington avvenuta il 14 febbraio 2013, il mondo finanziario elvetico ha dovuto accettare le condizioni imposte dagli Usa determinati a fare in modo che siano tassati tutti i conti che le persone assoggettate a imposta negli Stati Uniti detengono all’estero. In caso contrario, gli istituti finanziari verrebbero esclusi dal mercato americano dei capitali. Un bel deterrente, superiore anche all’applicazione di un prelievo alla fonte del 30% sui redditi di fonte statunitense percepiti dai clienti americani. La Svizzera non rappresenta tuttavia il solo paradiso fiscale a essersi conformato alle nuove regole del Fatca. Nella lista bianca dell’Irs risultano infatti anche 3.560 banche del Lussemburgo, 1.838 delle Isole Vergini, 1.540 di Hong Kong e 611 delle Bahamas. Il grande fratello del Fisco americano non sembra volersi limitare, tuttavia, soltanto alla collaborazione delle banche straniere. Per stanare gli evasori, i vertici dell’Irs hanno imposto sanzioni penali e amministrative piuttosto importanti per chi nasconde capitali all’estero: bastano 10 mila dollari su un conto estero non dichiarati per rischiare cinque anni di reclusione e una multa fino a 500 mila dollari.

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