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Conti in banca, presunzioni forti

di Debora Alberici  

Presunzioni forti sui versamenti in banca. La moglie del professionista paga l'Iva come lavoratrice autonoma sui soldi del conto anche se imputa i guadagni alla collaborazione col marito.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 21132 depositata il 13 ottobre 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

La vicenda riguarda la moglie di un professionista.

Il fisco, dopo un'ispezione sui suoi conti bancari, aveva spiccato un accertamenti Iva, con tanto di sanzioni per mancata presentazione della dichiarazione.

In particolare la donna aveva sostenuto che i versamenti sul conto corrente non fossero frutto di una sua attività autonoma ma di un rapporto di collaborazione col marito. In effetti la difesa aveva parlato di un rapporto di lavoro subordinato.

Una tesi, questa, che ha incontrato il favore della Ctp e della Ctr ma non della Cassazione. Infatti, in linea con molti precedenti giurisprudenziali che hanno reso forti le presunzioni sui conti bancari, Piazza Cavour ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. I Consiglieri del Palazzaccio hanno infatti ricordato che «in tema di Iva, l'utilizzazione dei dati acquisiti presso le aziende di credito, ai sensi dell'art. 51, secondo comma, n. 2, del dpr 26 ottobre 1972, n. 633, non è subordinata alla prova che il contribuente eserciti attività d'impresa (o di lavoro autonomo): infatti, se non viene contestata la legittimità dell'acquisizione dei dati risultanti dai conti correnti bancari, i medesimi possono essere utilizzati sia per dimostrare l'esistenza di un'eventuale attività occulta (impresa, arte o professione), sia per quantificare il reddito ricavato da tale attività, incombendo al contribuente l'onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni non sono fiscalmente rilevanti».

Ora il caso tornerà a Firenze dove la Ctr è stata chiamata a riconsiderare il caso ricordando quanto è ampia la portata applicativa delle presunzioni sui conti correnti bancari del contribuente.

Di diverso avviso la Procura generale della Suprema corte. Infatti, nell'udienza del 7 luglio, ha chiesto al Collegio di respingere il ricorso del fisco.

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