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Conti Generali oltre le attese In tre mesi 682 milioni di utili

Il titolo Generali è balzato del 3,8% a 18,01 euro. Merito dei risultati raggiunti dalla compagnia nel primo trimestre dell’anno. L’utile è stato di 682 milioni di euro (in aumento del 3,3%) e superiore ai 631 milioni indicati nel consensus. «È sicuramente un buon inizio d’anno e un buon viatico per i prossimi tre trimestri», ha commentato il cfo del Leone, Alberto Minali confortato anche dall’ascesa dell’utile operativo, in salita del 6% a 1,3 miliardi, il più alto degli ultimi sette anni. Complice il comparto vita che ha segnato un risultato operativo di 823 milioni (+8,2%), al quale hanno contribuito un margine tecnico di 1,3 miliardi e un investment result di 678 milioni. I premi complessivi hanno superato quota 20 miliardi (+8,3%), grazie alla performance del vita che è cresciuto del 12,7% a 13,7 miliardi. Il settore danni, come spiegato da Minali, ha mostrato un andamento «resiliente», con premi stabili a 6,48 miliardi e un risultato operativo in calo del 4,6% a 505 milioni. In questa dinamica il combined ration è salito al 93,3% mentre l’indice di Solvency I si è rafforzato al 168%, con un miglioramento di 12 punti rispetto alla fine del 2014.  

Il titolo Generali è tornato a correre chiudendo la seduta di ieri con un balzo del 3,8% a 18,01 euro. Complici i risultati raggiunti dalla compagnia nel primo trimestre dell’anno. Numeri, in generale, che hanno registrato un progresso rispetto all’anno precedente e, in alcuni casi, si sono rivelati migliori delle attese del mercato. L’utile del primo scorcio dell’anno, per esempio, è stato di 682 milioni di euro (in aumento del 3,3%) e superiore ai 631 milioni indicati nel consensus. Peraltro i profitti risentono anche di alcune poste straordinarie senza le quali il balzo del risultato sarebbe stato del 10%. «È sicuramente un buon inizio d’anno e un buon viatico per i prossimi tre trimestri», ha commentato il cfo del Leone, Alberto Minali confortato anche dall’ascesa dell’utile operativo, in salita del 6% a 1,3 miliardi, il più alto degli ultimi sette anni. Merito, come si evince dalla presentazione dei conti, del comparto Vita che ha segnato un risultato operativo di 823 milioni (+8,2%), al quale hanno contribuito un margine tecnico di 1,3 miliardi e un investment result di 678 milioni (140 milioni in più rispetto all’anno precedente). Somma, quest’ultima, che ha stupito gli analisti, alcuni dei quali hanno sottolineato come i capital gain incassati oggi potrebbero trasformarsi, in futuro, in una minore redditività considerato che quanto raccolto è stato probabilmente reinvestito a tassi inferiori rispetto al passato.
Detto ciò, i premi complessivi hanno superato quota 20 miliardi (+8,3%), complice ancora una volta la performance del vita che è cresciuto del 12,7% a 13,7 miliardi, spinto a dall’incremento dei prodotti unit linked, che hanno raggiunto il 24,5% della raccolta. All’interno del settore l’Italia ha segnato un forte progresso(+30,9%) seguita dalla Francia (+13,3%). La raccolta netta è così balzata a 4,3 miliardi. Il settore danni, come spiegato da Minali, ha mostrato un andamento «resiliente», con premi stabili a 6,48 miliardi e un risultato operativo in calo del 4,6% a 505 milioni, che ha risentito dell’impatto per oltre 100 milioni delle tempeste che a marzo hanno colpito Italia e il centro Europa. In questa dinamica il combined ratio, sebbene sia cresciuto al 93,3%, è stato sostenuto dalla performance dell’Italia che ha registrato un combined ratio dell’89,3%. La loss ratio è scesa al 65,3% (-0,2 punti), mentre l’expense ratio è balzato al 28% (+0,9 punti) per l’aumento delle spese amministrative e di acquisizione in Germania e l’andamento in Francia. Sul fronte patrimoniale, l’indice di Solvency I si è rafforzato al 168%, con un miglioramento di 12 punti rispetto alla fine del 2014. Inoltre, tenendo conto della finalizzazione della vendita di Bsi – che dovrebbe avvenire nei «prossimi mesi», ha indicato Minali – l’indice si attesterebbe al 177%. Solvency I, tuttavia, verrà presto accantonata. Minali ha infatti spiegato che il gruppo è ormai «entrato nel nuovo schema, cambiando completamente le metriche di valutazione». Tanto che, alla presentazione del nuovo piano industriale («ambizioso» e con un «salto di discontinuità nel business model»), il prossimo 27 maggio, verrà fornita l’indicazione di Solvency II per il 2014. D’ora in avanti – ha detto il cfo, Generali «non fornirà più dati basati sul vecchio modello di Solvency perchè il nuovo è ormai in funzione e produce risultati». E, anche tenendo conto delle nuove regole, «la posizione di capitale è più che adeguata».
Il cfo ha poi fatto il punto sulla partecipazioni non più strategiche. Tra queste Telco per la quale Minali ha spiegato che ogni decisione sui titoli Telecom (4,32%) che emergeranno dalla scissione verrà presa quando la compagnia avrà «la piena disponibilità delle azioni». Anche su Ingosstrakh, compagnia assicurativa russa di cui le Generali detengono il 38%, il Leone vedrà «che cosa farne nel corso dei prossimi anni».

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