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“Conti Fiat alla grande nel secondo trimestre”

La porta è la 29, una di quelle delle Meccaniche, in via Plava, estrema propaggine di Mirafiori, dove i capannoni erano arrivati negli anni Settanta, al punto massimo dell’espansione della grande fabbrica. Il luogo dove, ai tempi di Romiti, si confinavano operai inidonei e delegati sindacali scomodi, come racconta Gad Lerner in “Operai”.
E’ qui, in questo pezzo di memoria dell’industria italiana, che John Elkann e Sergio Marchionne inaugurano il nuovo centro direzionale di Fca e Cnh. Una sede operativa per l’Europa. «Ma anche il segno — dice l’ad — della nostra volontà di mantenere le attività a Torino, pur di fronte alle tante alternative che esistono per un’azienda globale come la Fiat». Il significato simbolico non può sfuggire alla vigilia dell’ultima assemblea italiana di Fiat, il primo agosto prossimo. Sarà l’assemblea che decide la fusione con Chrysler: «Si chiuderà un ciclo lunghissimo aperto 115 anni fa», ammette Marchionne. Che prevede «la quotazione a Wall Street entro la metà di ottobre ». Arriva anche John Elkann a ricordare che «Torino ha e avrà un ruolo importante in Fiat-Chrysler». E Piero Fassino ricorda che «la Fiat ha radici solide in questa città». Il futuro di Mirafiori non dipende solo dal nuovo centro direzionale ma anche dalla produzione del nuovo suv Maserati: «Stiamo allestendo la fabbrica — dice Marchionne — ma bisogna stare attenti ai tempi». Il rischio è che il fuoristrada del Tridente finisca per cannibalizzare la Ghibli «che stiamo lanciando negli Usa». Così è possibile che i tempi per il suv si allunghino.
E certamente il mercato americano quello che continua a dare le migliori soddisfazioni migliorando i conti di tutto il gruppo: «Il secondo trimestre sarà alla grande, secondo le previsioni », dice l’ad precisando che i dati arriveranno in occasione dell’assemblea del primo agosto. Ma la Fiat potrà accontentarsi dell’alleanza con Chrysler o non ha bisogno di una terza gamba per superare in fretta la soglia psicologica dei 6 milioni di auto vendute nell’anno? «Teniamo sempre gli occhi aperti sulle alleanze, anche in Asia — dice Marchionne — ma non crediamo sia necessaria una nuova aggregazione per raggiungere i 6 milioni. Fca ha potenzialità di crescita». E dunque l’alleanza con Renault? «E’ un’alleanza industriale per un prodotto specifico», nel caso l’erede dello Scudo dopo la chiusura dello stabilimento Psa di Valencienne. Fiat cambia la dama francese? «Non facciamo queste cose». L’alleanza con Peugeot per il Ducato, dunque, resta confermata.
Gli affari della politica italiana interessano l’ad dopo l’esplicito endorsement di Trento per Renzi: «Le riforme che ha promesso sono indispensabili. Cercheranno di sfinirlo ma spero che tenga duro». Appoggio confermato quindi, anche nei giorni della difficile battaglia al Senato. Quel che invece Marchionne tiene a smentire nel modo più esplicito sono i rumors lanciati dalla stampa tedesca su trattative per la cessione di Fiat a Volkswagen. La scena dell’ad che tratta con i tedeschi era difficile da immaginare: «Non c’è niente di vero. Forse è il sogno di qualcuno. Ma i tedeschi hanno già realizzato il sogno di vincere la Coppa del Mondo di calcio. Direi che si possono accontentare di quella».
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