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Conti e titoli: così si pagherà di più

Rossella Bocciarelli

Vale 272,6 milioni di euro nel 2013 e 153 milioni nel 2014, in base alle stime del governo, l'abrogazione, a partire dal 2013, del tetto di 1.200 euro prevista per l'imposta di bollo applicata alle comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, che lo stesso premier e ministro dell'Economia, Mario Monti, aveva salutato, all'atto della presentazione complessiva della manovra, come l'introduzione di una sorta di «mini-patrimoniale».
È tanto? È poco? Difficile dirlo, perché si sa che basta la parola, patrimoniale, per accrescere in modo "spontaneo" la consueta mobilità dei capitali; ma, al tempo stesso, i dati pubblicati ieri dall'indagine della Banca d'Italia (si veda altro articolo a pagina 8) mostrano che, nonostante tutto ciò che è accaduto sui mercati, la ricchezza degli italiani è tuttora consistente e sperequata.
Ma l'emendamento approvato l'altra notte all'articolo 19 del provvedimento prevede anche, per i conti correnti intestati alle persone fisiche, per i quali il bollo annuale è in misura fissa pari a 34,20 euro, l'esenzione dall'imposta nel caso di giacenza media inferiore a 5mila euro. Per contro, sui conti correnti intestati alle persone non fisiche, si prevede un aumento dell'imposta di bollo di 26,20 euro su base annua perché si passa, infatti, a 100 euro invece di 73,80 euro.
La medesima disciplina si applica per i libretti di risparmio, per i quali la relazione tecnica al provvedimento non prevede sostanzialmente effetti di gettito, in quanto si ipotizza che la quasi totalità di essi rientri nella soglia di esenzione, visto che la consistenza media dei libretti di risparmio postali, così come la si desume dal bilancio di Poste italiane spa, è pari a 4mila euro.
Quanto ai buoni fruttiferi postali, la normativa prevede che siano tassati alla scadenza, con l'applicazione sul valore dello strumento finanziario di un'aliquota dello 0,1% per il 2012 e dello 0,15% dal 2013, con un importo minimo pari a 34,20 euro e, limitatamente al 2012, un importo massimo pari a 1.200 euro: restano esenti i buoni delle Poste al di sotto dei 5mila euro.
Complessivamente, tutte le modifiche normative introdotte sotto la voce "imposta di bollo" comporteranno, secondo i calcoli presentati nella relazione tecnica, un incremento pari a 180 milioni nel 2012, a 299,6 milioni nel 2013 e a 244 milioni nel 2014.
Con le modifiche approvate ieri poi si introduce, a decorrere dal 2011, anche un'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche residenti nel territorio. La tassazione sarà pari allo 0,1 per cento annuo del valore delle attività finanziarie per il biennio 2011-2012 e dello 0,15 per cento a decorrere dal 2013.
Dall'imposta si deduce un credito d'imposta pari all'ammontare dell'eventuale patrimoniale versata nello stato in cui si detengono i prodotti e gli strumenti in questione. Infine una norma sulla concorrenza: è ritenuta pratica commerciale scorretta il comportamento delle banche che in sede di stipula di un mutuo obblighino i clienti a sottoscrivere una polizza erogata da una compagnia controllata dalla stessa banca.

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