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Conti e aumento Rcs, via del consiglio

Oltre cinque ore di consiglio di amministrazione ieri per Rcs Mediagroup, editore del Corriere della Sera. Il board presieduto da Angelo Provasoli ha approvato i conti trimestrali della capogruppo chiusi con un risultato negativo, la riduzione del capitale, l’accorpamento delle azioni ordinarie, l’aumento in due tranche con emissione di azioni ordinarie per 400 milioni e di azioni di risparmio entro luglio più la delega per ulteriori 200 milioni entro il 2015. L’assemblea per la ricapitalizzazione è stata convocata per fine maggio e i termini (sconto, prezzo e numero delle azioni da emettere) saranno stabiliti da un consiglio a ridosso dell’avvio dell’operazione. Come già sottolineato dal consiglio in precedenza l’operazione si presenterà comunque fortemente diluitiva per i soci che non dovessero sottoscriverla. Il titolo Rcs Mediagroup venerdì ha chiuso a 0,76 euro.
Alla riunione, iniziata intorno alle 15.30, non hanno partecipato Giuseppe Rotelli, Carlo Pesenti, Andrea Bonomi, che si è dimesso nei giorni scorsi con effetto immediato per conflitto d’interessi (guida la Bpm, creditore di Rcs), e Giuseppe Vita, dimissionario (presidente di Unicredit e di Axel Springer) ma con efficacia dalla prossima assemblea. Era invece presente Paolo Merloni, socio pattista con il 2%, anch’egli in uscita dal board dalla prossima assise, che ha già reso noto la decisione di non seguire la ricapitalizzazione. Nel corso dei lavori è stata data comunicazione di una nuova lettera firmata congiuntamente dagli azionisti fuori patto Diego Della Valle (titolare dell’8,6%) e di Gilberto Benetton (5%) che hanno criticato i termini dell’aumento e annunciato il voto contro in assemblea.
Alla determinazione della riduzione del capitale si è arrivati dunque considerando la somma delle perdite della capogruppo relative al primo trimestre 2013 e a quelle dell’esercizio 2012 (pari a 497 milioni). L’aumento di capitale è stato approvato secondo lo schema già noto e l’assemblea anche in sede straordinaria è stata convocata per il fine maggio. Entro luglio di quest’anno si procederà a una prima tranche da 400 milioni con emissione di nuove azioni ordinarie più una emissione di titoli di risparmio, ed entro il 2015 si procederà con una delega per ulteriori 200 milioni. Fra i soci aderenti al patto che vincola il 58% del capitale sono già state assicurate adesioni pro quota da Mediobanca, Fiat, Unipol-Fonsai, Pirelli, Intesa Sanpaolo, Mittel, Edison per un totale pari al 44%, mentre Fiat e Intesa si sono impegnate a sottoscrivere una parte dell’inoptato «interno» all’accordo parasociale fino a raggiungere il 50%. Le banche del consorzio di garanzia (Banca Imi, Centrobanca, Bnp Paribas, Mediobanca e Banca Akros) si sono finora impegnate fino a 166 milioni.
Nel corso della riunione è intervenuto Merloni, che ha sottolineato come sarebbe stata forse preferibile una procedura di concordato preventivo e ha criticato una eccessiva agevolazione verso i creditori rispetto agli azionisti. Diverse le repliche dal board in particolare sull’aspetto di differenti opzioni rispetto a quella scelta della ricapitalizzazione: il ricorso a procedure avrebbero comportato rischi sull’avviamento e una paralisi del gruppo. L’amministratore delegato Pietro Scott Jovane si è detto poi fiducioso rispetto al fatto che la capogruppo Rcs non dovrebbe nel resto dell’esercizio 2013 accusare ulteriori perdite di rilievo.
I consiglieri sono stati poi informati sulle trattative relative ai dieci periodici da vendere o, in alternativa, da chiudere: le due offerte per l’acquisto in blocco pervenute sono state ritenute irricevibili e si andrebbe di conseguenza verso negoziati sulle singole testate. Per quanto riguarda Dada è stata avviata la raccolta delle manifestazioni d’interesse. Infine, per l’immobile di via San Marco sarebbero stati recapitati circa 20 inviti ad altrettanti operatori.

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