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Conti deposito, caccia all’offerta

Il calo dello spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, che rende meno gravosa la situazione dello stato e facilita l’accesso al credito da parte di aziende e privati, porta con sé anche un aspetto poco piacevole per i risparmiatori. Considerato che i rendimenti dei titoli di stato di nuova emissione sono in calo (perché l’Italia riesce a trovare più facilmente investitori), anche quelli dei conti deposito hanno imboccato il trend discendente: così la caccia alle promozioni si fa sempre più difficile, anche perché occorre fare i conti con l’inasprimento entrato in vigore con il nuovo anno relativo al bollo statale.

Investimento a basso rischio. I conti deposito sono una forma di investimento a breve-medio termine e basso rischio. Il primo aspetto è dato dal fatto che la durata di questi investimenti di solito si aggira su un massimo di 18 mesi, con alcune eccezioni fino a 24 mesi. La riduzione del rischio è data dal fatto che le somme investite sono garantite dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino all’ammontare di 100 mila euro. Dunque, se l’istituto di credito dovesse risultare insolvente, al rimborso provvederebbe lo stato, anche se nessuno può garantire che questo avverrebbe nel giro di poche settimane.

Le caratteristiche dello strumento. Il conto deposito non è alternativo al conto corrente, ma si integra con quest’ultimo. La sua caratteristica principale consiste nel fatto che il cliente si impegna a mantenere vincolati i propri risparmi, che la banca fa fruttare con operazioni a breve termine, in modo da garantirsi comunque un guadagno, e gode di un’operatività limitata (di solito sono ammessi solo movimenti di accredito e di addebito tramite bonifico), ricevendo in cambio un rendimento più alto rispetto al conto corrente. Con il vantaggio ulteriore che la maggior parte delle offerte non prevede costi, nemmeno quelli relativi all’apertura e alla chiusura. Alcune offerte consentono il riscatto anche prima della scadenza, ma in cambio di penali che in molti casi abbattono fino quasi a zero il rendimento per il risparmiatore. Di solito è prevista una modalità di attivazione via Internet che semplifica la burocrazia: è sufficiente compilare il form sul sito, spedire il contratto insieme a una fotocopia di un documento di identità e del codice fiscale ed effettuare un bonifico dal conto corrente di appoggio indicato nel form di apertura.

Le offerte sul mercato. I rendimenti migliori sono offerti ai nuovi clienti e di solito hanno la caratteristica di essere delle promozioni, quindi con scadenza temporale. Vediamo quali sono le migliori opportunità attive, immaginando di voler investire 20mila euro con scadenza a 12 mesi e scegliendo l’opzione del vincolo. Il comparatore Confrontaconti.it restituisce come risultato il primato del Deposito sicuro di Banca Marche, che garantisce un rendimento lordo del 5,00% annuo, corrispondente a un tasso effettivo del 3,83% (765,80 euro). Seguono il ContoSuIbl Vincolato di Ibl Banca, con un tasso lordo del 4,50% e uno effettivo del 3,60% (720 euro) e Rendimax Top di Banca Ifis, con il 4,10% lordo e il 3,32% effettivo (656 euro).

Se si ipotizza, invece, un investimento da 100 mila euro, il primato va al ContoSuIbl Vincolato di Ibl Banca, che conferma i rendimenti già visti nell’esempio precedente (in questo caso l’incasso ammonta a 3.600 euro), davanti al Rendimax Top di Banca Ifis (altra conferma, con un rendimento di 3.280 euro in un anno). I rendimenti calano sensibilmente se si opta, invece, per il conto non vincolato. In questo caso la migliore offerta attualmente attiva secondo Confrontaconti.it, ipotizzando un deposito di 20 mila euro per un anno, è Rendimax Like di Banca Ifis, che garantisce il 3,60% lordo, corrispondente al 3,03% effettivo (con un guadagno netto di 600 euro dopo 12 mesi), davanti al ContoSuIbl di Ibl Banca, che offre il 3,50% lordo per 89 giorni di promozione e il 2,50% per i restanti 276 giorni, per un tasso effettivo del 2,20% (2,00% a regime) che consente al risparmiatore di incassare dopo 12 mesi 439,01 euro.

Cambia la fiscalità. Dall’inizio del 2012, i rendimenti dei conti deposito non sono più tassati al 27%, bensì al 20%, in linea con il prelievo previsto per gli altri guadagni di tipo finanziario (eccezion fatta per i titoli di stato, tassati al 12,5%). Tuttavia, dall’inizio di quest’anno l’imposta di bollo è passata dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza del 2012, quando era previsto un massimale di 1.200 euro).

Alcuni istituti di credito puntano a conquistare nuovi clienti facendosi carico di questa incombenza: è il caso di Banca Ifis, Banca Sistema, Bcc For Web, Banco Popolare, Carige e Ibl Banca.

L’imposta dello 0,15% si applica a tutti i conti titoli, compresi quindi anche gli investimenti in titoli di Stato, obbligazioni corporate e bancarie, fondi comuni ed Etf. Fanno eccezione i soli fondi pensione, i libretti postali e le gestioni separate.

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