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Conti dell’Irap a più velocità

Imposta regionale in altalena con le novità del disegno di legge di stabilità. Nel 2014, le imprese dovranno fare i conti con una generalizzata penalizzazione derivante dal ripristino dell’aliquota 3,9 per cento. Per il prossimo anno si attendono invece benefici significativi per chi ha una elevata incidenza del costo dei dipendenti a tempo indeterminato. Il testo aggiornato dell’articolo 5 del disegno di legge di stabilità chiarisce il doppio intervento sull’Irap di imprese e professionisti: diventa integrale la deduzione del costo del lavoro, ma solo per i dipendenti assunti a tempo indeterminato, e torna al 3,9% l’aliquota di base dell’imposta. Incremento, quest’ultimo, che scatta già dal corrente esercizio 2014 (e sulla retroattività sono arrivate le reazioni critiche di Forza Italia e del presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone).
Il bonus più elevato, nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, spetterà a chi impiega lavoratori (indeterminati) maschi e over 35, che attualmente usufruiscono di deduzioni assai più modeste rispetto alla manodopera femminile e ai giovani fino a 35 anni. Oltre alle imprese con lavoratori “precari” (tempo determinato, co.co.co. e occasionali), non beneficeranno invece degli sconti, ma anzi subiranno un aggravio, quelle che pagano l’Irap sulle altre due componenti dell’imponibile: l’utile e gli interessi passivi. Nel primo caso (contratti a termine o parasubordinati), il mantenimento, anche nel 2015, del precedente regime di indeducibilità (tranne che per i premi Inail) comporterà, se i contratti non verranno stabilizzati, che si dovrà continuare a versare Irap – con la maggiore aliquota del 3,9% – anche sulla componente lavoro. Stessa sorte toccherà alle società (ad esempio di trading) che generano l’Ebit (differenza tra valore e costi della produzione) con scarso impiego di manodopera, in quanto i costi derivano da acquisti o da prestazioni di servizi. L’Irap di questi soggetti, se non vi sono interessi passivi, non sarà neppure deducibile dal reddito. Ancora peggiore è la situazione delle società senza personale e con un forte peso di oneri finanziari, come quelle del settore immobiliare, le quali, anche se in perdita finale, hanno un risultato operativo positivo a seguito della capitalizzazione degli interessi sul valore delle rimanenze, interessi che però non si possono dedurre dal reddito regionale. Per queste imprese, l’Irap crescerà rispetto al precedente regime sia nel 2014 che negli anni successivi. Il doppio intervento del Governo sull’imposta regionale è caratterizzato, stando al testo attualmente disponibile, da una tempistica poco coordinata. L’aumento di aliquota (a seguito della abrogazione della riduzione del 10% disposta dal Dl 66/14) ha effetto già dall’esercizio in corso, mentre l’attenuazione della base imponibile per i contribuenti con dipendenti a tempo indeterminato è rinviata al 2015. Per il 2014, la legge fa comunque salvi gli effetti dei minori versamenti in acconto eseguiti a giugno (o che saranno pagati a novembre) in base all’aliquota 3,5%, utilizzando il metodo previsionale, come previsto dall’articolo 2, comma 2 del Dl 66/14. La manovra in due tempi comporterà, come evidenziano gli esempi a fianco, una generalizzata crescita del carico fiscale nel 2014, rispetto a quanto previsto dalle norme del Dl 66/14, che vengono abrogate. Crescita a cui seguiranno, in modo differenziato per le varie tipologie di contribuenti, risparmi dal 2015 in avanti.
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