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Conti correnti in movimento senza spese e in tempi certi

Più movimento dei conti bancari. Portabilità del conto e concorrenza tra istituti creditizi vanno di pari passo per la Ue e ora per la legislazione italiana. Il decreto legge 3/2015 (articolo 2), convertito nella legge n. 33 del 24/3/15, pubblicata sulla G.U. n. 70 del 25/3/15, recepisce una direttiva europea (n. 2014/92/Ue) e stabilisce il trasferimento dei servizi di pagamento senza spese da una banca all’altra, anche quando non si chiude il conto.

L’articolo 2 del citato decreto legge 3/2015, sulla portabilità dei conti di pagamento, riscritto nel corso dell’esame parlamentare, estende la portata delle esenzioni di spese a tutte le ipotesi di trasferimento dei servizi, anche quando l’originario conto corrente di appoggio non viene estinto.

Il provvedimento recepisce la direttiva 2014/92/Ue e tiene conto della segnalazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm): entrambe si preoccupano di fissare termini certi entro i quali gli intermediari devono perfezionare la portabilità del conto o dei servizi. In caso di mancato rispetto dei termini, è previsto un indennizzo al cliente calcolato in proporzione al ritardo stesso e al saldo del conto.

Lo strumento per agevolare la mobilità bancaria (e quindi favorire la concorrenza nel mercato finanziario) è individuato nella eliminazione di oneri o spese di portabilità nel caso di trasferimento di un conto di pagamento su richiesta di un cliente.

La norma in esame definisce l’ambito di applicazione, comprendendo il trasferimento di ordini permanenti di bonifico, addebiti diretti ricorrenti e bonifici in entrata ricorrenti eseguiti sul conto di pagamento, o il trasferimento dell’eventuale saldo positivo da un conto di pagamento di origine a un conto di pagamento di destinazione, o entrambi. E questo con o senza la chiusura del conto di pagamento di origine.

Il servizio di trasferimento senza spese deve essere garantito tra i conti nella stessa valuta a tutti i consumatori. Chi deve occuparsi del trasferimento è la banca di destinazione su richiesta del consumatore, che deve rilasciare una specifica autorizzazione. Nel caso in cui il conto abbia due o più titolari, l’autorizzazione è fornita da ciascuno di essi.

Con riguardo alla forma dell’autorizzazione si applica l’articolo 117, commi 1 e 2, del testo unico delle leggi in materia bancaria (decreto legislativo n. 385 del 1993), che impongono la forma scritta e la consegna di una copia al cliente, salvo deroghe motivate stabilite dal Cicr, Comitato interministeriale per il credito e il risparmio per ragioni tecniche. La banca destinataria ha tempo dodici giorni lavorativi dalla ricezione dell’autorizzazione del consumatore.

È il consumatore, inoltre, che deve identificare specificamente i bonifici ricorrenti in entrata, gli ordini permanenti di bonifico e gli ordini relativi ad addebiti diretti per l’addebito in conto che devono essere trasferiti.

Il consumatore dovrà indicare la data a partire dalla quale decorrerà il trasferimento, ma non prima di sei giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui la banca destinataria avrà ricevuto i documenti dalla banca originaria. Se gli operatori finanziari non osservano modalità e tempi del trasferimento si applicherà la sanzione prevista dall’articolo 144, comma 3-bis, del testo unico bancario (dlgs 385/1993) e cioè sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.160 a euro 64.555.

Per monitorare la situazione il decreto in commento dà la possibilità al consumatore di avere gratuitamente informazioni sull’esecuzione del servizio di trasferimento e relative agli ordini permanenti e agli addebiti. Sempre senza spese per il consumatore deve essere lo scambio di informazioni tra banche per il periodo di tredici mesi anteriori al trasferimento.

Il decreto, inoltre, esclude penalità e spese di chiusura se, nell’ambito del servizio di trasferimento, il consumatore richiede la chiusura del conto di pagamento di origine (articolo 126-septies, commi 1 e 3 del Tu Bancario). Per ribadire il concetto, un comma (il tredicesimo dell’articolo 2 in commento) attesta che il prestatore di servizi di pagamento trasferente e il prestatore di servizi di pagamento ricevente non devono addebitare spese al consumatore per il servizio di trasferimento. Anche per evitare sorprese si stabilisce ancora che le informazioni necessarie al trasferimento devono essere messe a disposizione dei consumatori a titolo gratuito.

Il contenuto delle informazioni e le modalità con cui queste sono messe a disposizione del consumatore sono regolati dal decreto legislativo n. 385 del 1993, nella parte in cui disciplina la trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti in relazione ai servizi di pagamento e alle operazioni e ai servizi bancari e finanziari.

Le regole esplicitate si applicano anche al trasferimento, su richiesta del consumatore, di strumenti finanziari da un conto di deposito titoli a un altro, con o senza la chiusura del conto di deposito titoli di origine, senza oneri e spese per il consumatore.

Il decreto legge interviene, infine, sulla trasparenza aggiungendo il comma 1-bis all’articolo 116 del Tu Bancario: le banche e gli intermediari finanziari devono rendere noti gli indicatori che assicurano la trasparenza informativa alla clientela, quali l’indicatore sintetico di costo e il profilo dell’utente, anche attraverso gli sportelli automatici e gli strumenti di accesso remoto ai servizi bancari.

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