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Conti correnti e titoli: arriva il bollo

di Rossella Bocciarelli

La manovra che ieri è stata approvata in via definitiva prevede per quel che riguarda la tassazione dei conti correnti qualche modifica a favore dei contribuenti. Finora infatti si pagava un bollo pari a 34,20 euro sull'estratto conto, indipendentemente dal fatto che in conto fosse in rosso o in nero. Con l'entrata in vigore della nuova legge, invece l'onere dei 34,20 euro si paga solo se il conto corrente è positivo e se la giacenza media è superiore ai 5.000 euro e considerando che secondo alcune stime i contribuenti in rosso sono 8 milioni, il vantaggio c'è. Lo stesso vale per i conti correnti postali: il bollo di 34,20 è solo per i conti in attivo e per un giacenza media superiore ai 5.000 euro.
Per questi ultimi peraltro la stessa relazione al provvedimento ipotizza che la quasi totalità dei libretti di risparmio rientri nella soglia d'esenzione (la stima è che la giacenza media si di 4 mila euro). Quanto ai conti correnti intestati alle persone non fisiche si passa a 100 euro invece di 73,80 euro. Per i titoli in passato si pagava un'imposta di bollo fissa; la manovra dell'estate scorsa aveva stabilito un'imposta proporzionale con scaglioni e con la normativa approvata ieri, invece si passa a un'imposta proporzionale pari allo 0,1% nel 2012 e allo 0,15% nel 2013. In precedenza l'imposta si applicava solo ai titoli e agli strumenti finanziari per i quali l'articolo 118 del testo unico bancario prevedeva l'obbligo di comunicazione; d'ora in poi, invece la tassazione si estende a qualunque tipo di strumenti finanziario (comprese quindi anche le quote di fondi comuni d'investimento, le assicurazioni e il comparto postale). Per i buoni fruttiferi postali la normativa prevede che siano tassati alla scadenza con l'applicazione dell'aliquota dello 0,1 per cento nel 2012 e dello 0,15% nel 2013 con una soglia minima pari a 34,2 euro e limitatamente al 2012 un tetto massimo a 1200 euro; è previsto inoltre che restino esenti al di sotto di una giacenza di 5.000 euro.
A partire dal 2013 è invece abrogato il tetto dei 1.200 euro per tutta l'imposizione proporzionale sugli strumenti finanziari, che è dunque a tutti gli effetti una sorta di minipatrimoniale. Del resto, l'intervento fiscale si preoccupa anche di garantire che non siano tassati soltanto i fondi depositati in Italia: la manovra prevede anche l'introduzione, a decorrere dal 2011, di un'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche detenute all'estero da persone fisiche residenti nel territorio: la tassazione, anche in questo caso sarà pari allo 0,1 per cento del valore delle attività finanziari e nel biennio 2011 2012 e allo 0,15% a decorrere dal 2013. Dalla cifra dovuta si deduce un credito d'imposta pari all'ammontare dell'eventuale patrimoniale versata nello stato in cui si detengono i prodotti e gli strumenti in questione.
Tra le nuove disposizioni c'è anche una nuova normazione per le modalità di remunerazione complessiva degli affidamenti e degli sconfinamenti sui conti correnti. Si stabilisce Che i contratti di apertura di credito possono prevedere come unici oneri a carico del cliente una commissione onnicomprensiva (fino allo 0,5% trimestrale), calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell'affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. Per gli sconfinamenti in assenza di affidamento o compiuti oltre il limite di fido, si stabilisce che i contratti possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una "commissione di istruttoria veloce" in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull'ammontare dello sconfinamento.

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