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Contestazioni sotto i riflettori

Sarà compito dei contribuenti distinguere i rilievi sui quali si accettano le contestazioni contenute in un pvc: questo nell’ambito della presentazione di una dichiarazione integrativa presentata per effetto delle nuove disposizioni in materia di ravvedimento operoso come modificato dalla legge di stabilità.

Sono queste le indicazioni giunte dall’agenzia delle entrate in risposta ad uno specifico quesito formulato in occasione del forum di ItaliaOggi.

Il ravvedimento operoso ed i pvc. La legge n. 190 del 2014 ha eliminato dalle cause ostative ai fini del ravvedimento operoso la circostanza che l’agenzia delle entrate o, più in generale, gli organi di controllo abbiano formulato delle contestazioni nell’ambito di un processo verbale di constatazione. La nuova disposizione, come tutte le altre relative al ravvedimento, ha effetto dal 1 gennaio 2015 e riguarda nella sostanza, potenzialmente, tutti i processi verbali di constatazione afferenti i periodi di imposta ancora suscettibili di accertamento. Vale la pena di ricordare come, nel corso del 2015, rispetto al contenuto di un processo verbale di constatazione, convivono due ipotesi :

– la disposizione di cui all’art. 5 bis del dlgs n. 218 del 1997 in base alla quale, entro i 30 giorni successivi alla notifica di un pvc, si può richiedere la definizione dello stesso che però è necessariamente integrale rispetto a tutti i rilievi e comporta la riduzione delle sanzioni ad un sesto del minimo;

– la disposizione contenuta nell’art.13 del dlgs n. 472 del 1997 in base alla quale i rilievi contenuti nel pvc possono essere definiti, anche soltanto in parte, con il pagamento della sanzione pari ad un quinto del minimo. Si tratta del ravvedimento operoso che non è precluso in caso di contestazione non sfociata in un atto impositivo. Posto che il legislatore introduce la possibilità di sezionare i diversi rilievi in modo tale che se ne possano definire soltanto alcuni senza che sia necessario chiudere l’intero processo verbale, si deve rammentare come la nuova previsione si rende applicabile a tutti quei pvc per i quali, entro i 30 giorni successivi alla loro notifica, non era stata fatta la scelta di chiusura mediante la disposizione contenuta nell’arti. 5 bis del dlgs n. 218 del 1997. Ad esempio, in caso di pvc notificato nel mese di aprile 2014, qualora lo stesso non sia ancora «sfociato» in un avviso di accertamento, si potrà procedere alla definizione di alcuni (od al limite anche di tutti i rilievi) con il pagamento della sanzione pari a un quinto del minimo.

Le modalità pratiche di integrazione rispetto al pvc. Posto che, come visto, il ravvedimento operoso rispetto ai rilievi contenuti nel processo verbale di constatazione potrà essere anche parziale (ad esempio scegliendo di definire solo i rilievi relativi alle imposte sui redditi e non quelli ai fini Iva o viceversa, ovvero, ancora, definire soltanto alcuni rilievi di entrambi i settori impositivi), si poneva il problema di come, nella pratica, procedere alla integrazione. Questo in considerazione del fatto che, nel sistema del ravvedimento operoso, ai fini della sanatoria del periodo di imposta si deve presentare una dichiarazione integrativa sul modello dell’anno di riferimento. Ad esempio, si immagini un processo verbale di constatazione relativo al periodo di imposta 2012 che, dunque, deve comportare l’integrazione del modello Unico 2013 già presentato considerando altresì che i modelli, ovviamente, non saranno nuovamente approvati. Laddove il contribuente decida di integrare soltanto con riferimento ad alcuni dei rilievi il problema consiste dunque nell’individuare la “porzione” di verbale che è oggetto di ravvedimento operoso. Ed è stato proprio questo il quesito posto all’attenzione dell’amministrazione finanziaria che, nel rispondere, ha precisato che la predetta individuazione dovrà essere effettuata a cura del contribuente. Vediamo dunque di comprendere, da un punto di vista pratico, come questa indicazione potrà essere declinata muovendo dal presupposto di un invio di una dichiarazione integrativa relativa ad un periodo di imposta precedente in forma telematica. Si deve ritenere che, di fatto:

– Una volta effettuata la trasmissione, sarà compito del contribuente fornire all’ufficio competente, una copia della dichiarazione stessa;

– Alla stessa sembrerebbe opportuno allegare copia del verbale ed un prospetto di riconciliazione dei rilievi che sono stati inseriti nella integrazione e che, evidentemente, potrebbero avere condotto al pagamento di maggiori imposte con correlate sanzioni ridotte a un quinto del minimo;

– Sempre sotto l’aspetto pratico, si dovrà comprendere se l’agenzia delle entrate intende istituire degli specifici codici tributo in modo che possa essere verificato, almeno per grandezza, il versamento effettuato in occasione del ravvedimento operoso sui pvc.

In ogni caso, comunque, l’indicazione fornita appare di rilevante importanza per comprendere come, in concreto, non siano alle viste elaborazioni di modelli ad hoc analoghi ad esempio a quello esistente nel caso in cui invece si voglia aderire in modo integrale al contenuto del verbale redatto dagli organi di controllo. Ciò in quanto in tale ipotesi la liquidazione delle somme dovute viene effettuata direttamente dall’amministrazione finanziaria.

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