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Contenzioso, vince il contribuente

Contenzioso tributario: nel 2011 i contribuenti si aggiudicano il 44,37% degli appelli decisi dalle commissioni regionali e il 35% dei giudizi delle commissioni provinciali. Situazione completamente diversa presso la sezione tributaria della Corte di cassazione dove le percentuali di esiti favorevoli all’amministrazione finanziaria si attestano invece attorno al 63%. Ancora lontano il tempo in cui le commissioni tributarie condanneranno una delle due parti al pagamento delle spese del giudizio: nel 2011 infatti la percentuale nazionale di compensazione delle spese si attesta a quota 82% per le provinciali e a quota 77,60% presso le regionali. Continua invece la tendenza, già manifestatasi nel 2010, in ordine al volume di istanze di sospensione della riscossione presentate presso le commissioni tributarie provinciali che nel 2011 hanno raggiunto quota 142.985 con percentuale media di accoglimento del 51,6%. Sono questi, in sintesi, i dati salienti contenuti nella relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull’attività delle commissioni tributarie nell’anno 2011 diffusa nei giorni scorsi dal Ministero dell’economia e delle finanze in collaborazione con la direzione della giustizia tributaria. Nella relazione i dati medi nazionali sono poi suddivisi per ogni Commissione tributaria provinciale e regionale.

Ciò detto analizziamo i più importanti dati contenuti nella relazione.

Evoluzione del contenzioso tributario nel 2011. Il numero dei ricorsi presentati nelle segreterie delle commissioni tributarie durante l’anno 2011 mostra una flessione rispetto all’anno precedente (-8,84%). Scomponendo tale dato generale si evidenzia come la maggior flessione sia relativa ai ricorsi presentati presso le commissioni tributarie provinciali, dove la diminuzione rispetto all’anno precedente supera i dieci punti percentuali (-10,64%). Presso le commissioni tributarie regionali si osserva invece una flessione minore nel numero di appelli presentati rispetto al 2010 (-1,35%).

La riduzione dei ricorsi presentati presso le commissioni di primo grado, secondo la relazione del Mef, è dovuta principalmente alla diminuzione dell’11,78% dei ricorsi presentati contro l’Agenzia delle entrate e dall’aumento del 2,98% dei ricorsi contro le regioni, province e comuni.

Esiti controversie tributarie 2011. In merito agli esiti dei ricorsi definiti nell’anno 2011 presso le commissioni provinciali, le sentenze totalmente favorevoli al contribuente e all’Ufficio raggiungono rispettivamente il 35,15 e il 39,84% del totale.

Rispetto all’annualità 2010 non si registrano sostanziali variazioni. Presso le commissioni regionali gli esiti risultano invece favorevoli al contribuente per il 44,37% e favorevoli all’ufficio nel 42,54% dei casi. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento della percentuale degli esiti favorevoli all’ufficio di 2,61 punti percentuali, con in contropartita un decremento pari a 2,46 punti percentuali delle sentenze a favore del contribuente.

A questi dati relativi agli esiti favorevoli all’una o all’altra parte del giudizio occorre aggiungere anche le percentuali di esiti c.d. intermedi che si attestano al 10,24% nelle commissioni provinciale e all’8,69% nelle regionali.

Le spese del giudizio. Resta ancora troppo elevata la percentuale delle spese del giudizio che risultano compensate presso le commissioni tributarie provinciali in misura pari all’82,23% dei casi. Di contro resta invece quasi marginale la percentuale di attribuzione al contribuente o all’ufficio delle spese del giudizio che si attestano rispettivamente nel 10,72 e nel 7,05%.

Va leggermente meglio presso le commissioni tributarie regionali dove le spese del giudizio risultano compensate in misura inferiore rispetto alle provinciali (77,60%), con una percentuale di attribuzione del 13,78% a carico del contribuente e un 8,62% a carico dell’ufficio.

Il dato della compensazione delle spese di lite deve far riflettere gli operatori del contenzioso tributario. Spesso la formula della compensazione è una strada quasi obbligata per i giudici tributari a causa della mancata produzione delle parti della richiesta della condanna della controparte o della giustificazione delle spese di lite (deposito nota spese).

Le richieste di sospensione giudiziale della riscossione. Nell’anno 2011 le otre 77 mila istanze di sospensione decise presso le commissioni provinciali sono state accolte nel 51,6% dei casi. A livello territoriale le maggiori percentuali di accoglimento si sono registrate nelle commissioni dell’Abruzzo (65,6%), nelle Marche (59,0%), nell’Umbria (57,4%), nella Sicilia (57,3%), nel Molise (54,7%) e nella Lombardia (54,5%). Le minori percentuali di accoglimento delle istanze di sospensione si registrano invece nelle commissioni provinciali della Basilicata (33,2%) e del Lazio (36,5%). Sempre in relazione alle istanze di sospensione l’indagine del Mef si è incentrata anche sull’analisi del tempo medio che intercorre tra la data di richiesta della sospensione dell’atto impugnato e quella della decisione in merito alla sospensione stessa: per le commissioni provinciali la media nazionale è pari a 157,9 giorni.

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