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Contenzioso col filtro: d’obbligo presentare istanza di mediazione

di Stefano Loconte e Donato Diciolla 

Il contenzioso tributario sarà preceduto da una sorta di filtro. Per le liti fiscali minori, infatti, ossia quelle entro i 20 mila euro, dal prossimo 2 aprile si applicherà l'istituto della mediazione: i contribuenti dovranno presentare obbligatoriamente un'istanza di ricorso alla direzione che ha emanato l'atto impugnato, o non ha emanato l'atto richiesto. È la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 9/E del 19 marzo scorso a chiarire vari aspetti applicativi del nuovo procedimento deflativo individuando, sulla base di specifici criteri, una tipologia di controversie, in relazione alle quali il ricorso deve essere preceduto da una fase preliminare di carattere amministrativo. L'art. 17-bis del dlgs n. 546/92 dispone l'applicazione del nuovo istituto alle controversie aventi a oggetto gli «atti emessi dall'Agenzia delle entrate». Il successivo comma 6 stabilisce che «per il procedimento si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12, 18, 19, 20, 21 2 al comma 4 dell'articolo 22, in quanto compatibili». Dal combinato disposto delle norme emerge che il contribuente deve, a pena di inammissibilità del ricorso, esperire la fase amministrativa ogni qual volta intenda impugnare uno degli atti contemplati nell'art. 19 del dlgs n. 546/92 emesso dall'Agenzia delle entrate e il valore della controversia non sia superiore a 20 mila euro. Ne consegue che sono mediabili le controversie relative al rifiuto tacito alla restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti. Con la circolare 9/E l'Agenzia delle entrate ritiene applicabile al procedimento di mediazione il disposto dell'art. 19, comma 3, del dlgs n. 546/92 in base al quale: «La mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo».

La circolare n. 9/E precisa, con riferimento alle controversie relative agli atti emessi dal concessionario, quale per esempio l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'art. 77 del dpr n. 602/73, che di norma non rientra tra gli atti per i quali l'art. 17-bis prevede la fase di mediazione: a) se il contribuente eccepisce vizi esclusivamente propri della comunicazione di iscrizione ipotecaria, quali le eccezioni relative alla ritualità della notifica, non trova applicazione il procedimento di mediazione; b) nel caso impugni l'iscrizione ipotecaria sollevando vizi riconducibili solo all'attività dell'Agenzia delle entrate e il valore non superi ventimila euro, il contribuente deve preventivamente esperire il procedimento di mediazione. Ove il contribuente impugni la comunicazione di iscrizione ipotecaria e sollevi eccezioni in ordine all'attività svolta dall'Agenzia delle entrate assieme a quella del concessionario della riscossione possono verificarsi i seguenti casi: a) il contribuente notifica il ricorso solo al concessionario; b) il contribuente avvia la fase della mediazione nei confronti dell'Agenzia senza instaurare il giudizio nei confronti del concessionario; c) il contribuente notifica il ricorso al concessionario e contestualmente avvia la fase di mediazione con l'Agenzia delle entrate. Nel primo caso, il concessionario chiamerà in causa le Entrate atteso che l'art. 39 del dlgs n. 112/1999 stabilisce che «nelle liti promosse contro di lui che non riguardano esclusivamente la regolarità o la validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa l'ente creditore interessato; in mancanza, risponde delle conseguenze della lite». L'Agenzia, costituendosi in giudizio, eccepirà la carenza di legittimazione passiva con riferimento ai vizi propri dell'atto del concessionario e, limitatamente alle contestazioni a essa riferibili, eccepirà l'inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 17-bis, comma 2, del dlgs n. 546/92, atteso che l'inammissibilità è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. Il concessionario svolgerà la propria difesa in ordine ai vizi censurati dell'atto e riconducibili alla propria attività, non operando rispetto a questi la previsione di inammissibilità.

Nel secondo caso si applica la mediazione in relazione alle contestazioni riguardanti l'Agenzia delle entrate. In caso di mancata conclusione favorevole, il contribuente potrà dare impulso al contenzioso mediante la costituzione in giudizio ai sensi del combinato disposto dell'art. 17-bis, comma 9, e dell'art. 22 del dlgs n. 546/92. Infine nel caso c), trova applicazione la procedura di mediazione. Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l'accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso: i termini di cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data.

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