Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Conte rilancia ma resta il nodo 2020

Anche se la quota a fondo perduto destinata al nostro Paese sarà probabilmente ampia (cioè 82 miliardi, contro 91 di prestiti), non si tratta di regali privi di condizionalità. L’Italia, prima di tutto, dovrà contribuire al rafforzamento del bilancio pluriennale Ue, anche se l’operazione porta con sé una massiccia redistribuzione delle risorse a favore dei Paesi del Sud e gli impegni di spesa non si tradurranno in trasferimenti effettivi. E dovrà soprattutto concordare con i vertici della Ue la destinazione dei fondi per la ripresa post-Covid, con un meccanismo che non sembra troppo differente da quello del “nuovo” Mes.

ROMA

«Well done», twitta il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia», esulta il premier Giuseppe Conte. Ma la trattativa sul Recovery Fund presentato ieri dalla Commissione Ue non si annuncia semplice. E non solo perché adesso deve iniziare il negoziato in vista del Consiglio europeo del 19 giugno, che probabilmente non sarà ancora quello decisivo.

Il nodo, vitale per i sofferenti conti pubblici italiani, è infatti quello dei tempi. Perché la maxi-manovra ora in discussione alla Camera ha esaurito tutti gli spazi di debito a disposizione, e i primi aiuti Ue servono quest’anno. È il famoso “ponte” che dovrebbe traghettare i Paesi verso il 2021, data dell’avvio a regime del nuovo Fondo. Ma per adesso questo “bridge” pare piuttosto stretto, almeno a giudicare dai commenti arrivati ieri da Bruxelles. «Per affrontare la crisi in questi mesi – ha spiegato il commissario al Bilancio Ue Johannes Hahn – proponiamo di aggiungere un volume ponte da 11,5 miliardi». Perché nell’ottica comunitaria i veri fondi da usare subito sono i 540 miliardi messi a disposizione tra Sure, Bei e Mes. Ma per l’Italia il Fondo Salva-Stati rimane un problema, che Conte vorrebbe poter annacquare nel calderone più generale degli aiuti europei.

Per questa ragione all’esultanza Conte, rinfrancato da «un risultato impensabile fino a poche settimane fa», ha affiancato l’esortazione: «Ora acceleriamo sul negoziato e liberiamo presto le risorse». Anche per questo sia il premier sia Gualtieri si sono affrettati, nel giorno del varo del Recovery Fund da parte della Commissione, a mettere sul tavolo le carte del “Recovery Plan” all’italiana. Carte fin troppo numerose: innovazione e digitalizzazione, strumenti per capitalizzazione e consolidamento delle imprese, rilancio degli investimenti pubblici e privati con subito un decreto sblocca-opere e la riforma dell’abuso d’ufficio e della responsabilità erariale, green new deal e transizione energetica, scuola, riforma della giustizia penale e civile e «seria riforma fiscale», rilanciata anche dal ministri Gualtieri. Mentre dal M5S il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha citato seccamente l’obiettivo di «tagliare le tasse» con i fondi Ue.

Un ventaglio così ampio si spiega anche con il fatto che per ora le riforme sono annunci, sulla cui traduzione pratica spesso l’intesa politica nella maggioranza è ancora da cercare. Così come bisognerà armonizzare il piano italiano con le regole e gli indirizzi di Bruxelles. Perché i fondi, come ha spiegato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dovranno seguire le linee d’azione del bilancio comunitario e i negoziati Roma-Ue torneranno a concentrarsi sulle raccomandazioni periodiche che Bruxelles ha inviato, fin qui senza troppo successo, all’Italia. Nelle istruzioni comunitarie c’è senza dubbio la semplificazione e il rilancio degli investimenti (che per questo sono in cima all’agenda di Conte e del Governo), ma anche l’allerta costante sul sistema pensionistico e l’esigenza della lotta all’evasione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Giuseppe Conte è pronto alla svolta: oggi pomeriggio, nel chiuso del castello Meseberg, farà capir...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non ha cambiato idea, Giuseppe Conte. All’indomani della proposta di revisione della concessione p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L'occorsa emergenza sanitaria ha offerto, tra le altre, l'occasione di trattare un tema spesso consi...

Oggi sulla stampa