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Conte ora richiama le Ferrovie per il salvataggio bis di Alitalia

Quando Giuseppe Conte è arrivato a Londra due giorni fa, ha volato con l’aereo di Stato con la livrea “Repubblica Italiana”: ha goduto di uno spazio aereo dedicato e di tutti i privilegi del caso. Gli aerei di Alitalia, invece, ogni volta che atterrano o decollano da Heathrow pagano un obolo agli emiri di Etihad. Uno dei tanti costi che zavorrano l’ex compagnia di bandiera gravata da 600 milioni di perdite nel solo 2019: Alitalia è una delle rogne che il Governo deve risolvere. Lo farà prendendo più tempo per arrivare a una ristrutturazione: oltre al nuovo assegno da 400 milioni di euro, ci saranno più poteri ai commissari straordinari. E, infine, una moral suasion sulle Ferrovie dello Stato perché torni a sedersi al tavolo come anchor investor. Quelle stesse Fs che avevano messo in cima al loro progetto di risanamento il riacquisto degli slot di Londra, asset strategico per la compagnia e uno sperpero di denaro al momento.

Il salvataggio che si trascina dalla primavera del 2017 finora è stato inconcludente, con i commissari in zona Cesarini, mentre la compagnia continua a essere un pozzo senza fondo: perde 1,6 milioni di euro al giorno. Ma proprio tre giorni fa è arrivato il salvagente,indispensabile, del Governo: poco prima di imbarcarsi per Londra Conte ha approvato un decreto legge per il vettore romano. Nel mezzo delle celebrazioni per il 70esimo anniversario della Nato, dalle campagne dell’Hertfordshire, Conte ha anticipato alcuni dettagli del decreto legge, in attesa che venga pubblicato in Gazzetta: l’obiettivo è una ristrutturazione.

Per arrivarci, verrà esteso il prestito ponte, grazie al quale Alitalia sta in piedi dal 2017, perché nelle casse non c’e più liquidità. La gestione commissariale verrà allungata, ma allo stesso tempo allarga i poteri e i compiti di Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo (che ha preso il posto di Luigi Gubitosi chiamato in TIM).

La «terna» dei cavalieri bianchi candidata al salvataggio, composta da Fs-Delta-Atlantia, si è sfaldata il 21 novembre dopo il “gran rifiuto” della famiglia Benetton. Sul tavolo c’e solo Lufthansa che però è disponibile a entrare solo ad Alitalia ripulita. Ma a quel punto, si ragiona nei palazzi romani, Alitalia sarebbe appetibile per chiunque e non si vede perché debba andare sposa ai tedeschi che hanno molte sovrapposizioni con Alitalia e rischiano di rimpicciolire la compagnia a mero feederaggio, a fare l’ancella per i loro voli internazionali.

L’auspicio di Conte è che le ferrovie «confermino la loro disponibilità», ma detto da colui che di fatto è l’azionista di maggioranza delle Fs tramite il Ministero dell’Economia, suona come un invito a cui Gianfranco Battisti, che la settimana prossima sarà a Birmingham per inaugurare la nuova tratta Londra-Glasgow di Trenitalia, difficilmente potrà sottrarsi. Il premier continua a ripetere il mantra della “soluzione di mercato” che tradotto dal politichese vuol dire: trovare un compratore e rimborsare lo Stato dei prestiti concessi.

Simone Filippetti

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