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Conte lancia il maxi summit “Stati generali dell’economia”

ROMA — Parla di «nuovo inizio», il premier Conte. «Questa crisi deve essere l’occasione per disegnare l’Italia che vogliamo, per risolvere i problemi strutturali», scandisce nel cortile di palazzo Chigi allestito per annunciare — «ora che i dati del contagio sono incoraggianti» — una nuova stagione di riforme, possibile grazie al bazooka Ue puntato sull’Italia.
Centosettantadue miliardi che aspettano solo di essere spesi, ma spesi bene: «Su questo si misurerà la credibilità non solo del governo ma del sistema Paese», avverte l’avvocato. Convinto che il fattore tempo sia decisivo: «Dobbiamo fare in fretta», insiste. Servono «misure ancora più efficaci» per «affrontare l’emergenza economica e sociale» che morde lavoratori e imprese, impoverisce le famiglie, gonfia le piazze. Perché è vero che «in campo abbiamo messo 80 miliardi, come tre leggi di bilancio», ma «a causa di un apparato burocratico non pronto» ci sono stati troppi ritardi nel pagamento di bonus e cassa integrazione ». Per i quali «abbiamo già chiesto scusa». E comunque non basta più. Adesso occorre un intervento corale, di sistema, illustrato dal premier con le parole del capo dello Stato: «Come ha detto il presidente Mattarella dobbiamo agire nello spirito del 2 giugno, nel segno della condivisione ». Nessun accenno esplicito alle opposizioni. Almeno all’inizio. Neanche comprese nella lista degli invitati agli Stati generali dell’Economia che (forse già lunedì) verranno inaugurati nella cornice di Villa Pamphilj. Dove «intendo convocare i principali attori del sistema Italia: le parti sociali, le associazioni di categoria e singole menti brillanti», elenca Conte. Per discutere, insieme, di sbloccantieri, alta velocità e investimenti; riforma del fisco, «che è iniquo e inefficiente », della giustizia penale e civile, «che ha tempi inaccettabili», della burocrazia; di innovazione, digitalizzazione e banda larga. La base di lavoro offerta dal report che la task force di Colao ha promesso di consegnare a palazzo Chigi entro il weekend.
Ma nessuno si faccia illusioni. Conte non intende cedere ad alcun pressing o, peggio, ricatto. Perciò definisce «infelice» l’uscita del presidente di Confindustria Bonomi («La politica fa peggio del virus», aveva detto a Repubblica ), augurandosi che al tavolo col governo«saprà portare progetti lungimiranti e non limitati solo alla riduzione delle tasse». E avverte i Benetton: «Ci sono tutti gli estremi per revocare la concessione ad Autostrade per i molteplici e gravi inadempimenti ».
Conte parla di un ambizioso «piano di Rinascita» per trasformare l’Italia in un paese più moderno e più giusto. «Dobbiamo lavorare meglio per sostenere le imprese e contrastare le diseguaglianze», scandisce il premier. «È un progetto impegnativo, ma le cospicue somme stanziate dalla Ue non sono da considerarsi come un tesoretto a disposizione del governo in carica, bensì risorse dell’intero Paese, di cui il governo si fa carico». Un modo per dire che no, il suo esecutivo non sfrutterà «l’occasione storica » del Recovery Fund per lucrare consenso, ma si aspetta che tutti facciano lo stesso. Perché «senz’altro» ci sarà «un confronto anche con le forze di opposizione», concede poi il presidente del Consiglio. «Si tratta di un patto che riguarda il medio e lungo periodo, ed è giusto ci sia anche il loro contributo».
Sulle barricate il centrodestra. «Solite promesse» tuona Meloni. Salvini rilancia sulla flat tax. Carfagna lamenta che da Conte «non c’è stata vera apertura alle opposizioni». Più ottimista la maggioranza. «Ora avanti col piano shock» twitta Renzi. Mentre il dem Orlando chiede un di più di «strategia» e di visione.
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