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Conte e Gualtieri difendono la manovra

Sostegno e rilancio. Gli ultimi indicatori economici «ci hanno rallegrato, ora bisogna assecondare questa ripresa perché si possa confermare anche nell’ultimo trimestre». Giuseppe Conte ha convocato ieri una conferenza stampa con Roberto Gualtieri con un doppio obiettivo: illustrare i contenuti della manovra licenziata sabato notte dal Consiglio dei ministri e al tempo stesso mostrare piena unità di intenti con il ministro dem dell’Economia, all’indomani del varo del nuovo Dpcm anti-Covid e della chiusura al Mes, che ha suscitato forti malumori nel Pd (si veda pag. 10).

Tanto il premier quanto il titolare dei conti pubblici hanno insistito sulla «significativa espansione di bilancio» e sull’orientamento alla crescita come tratto distintivo della manovra. «Non prevediamo aumenti di tasse, una scelta precisa e un impegno politico perseguito fino all’ultimo», ha sottolineato Conte. La legge di bilancio vale 24,7 miliardi più 15 sul fondo per l’anticipazione del programma Next Generation Eu: 39,7 in tutto, che si aggiungono – ha rivendicato Gualtieri – agli «interventi da 31 miliardi per il 2021 mobilitati dai decreti» emanati nei mesi scorsi. In totale per il prossimo anno «il Governo mobilita 70 miliardi». È stato il premier a ricordare che 8 miliardi sono destinati alla riforma fiscale, «nel segno dell’equità e dell’efficienza», e ha di nuovo indicato nel piano cashless che partirà a dicembre, per cui è pronto il decreto attuativo, una «spinta alla modernizzazione del Paese». Gualtieri ha rimarcato lo sforzo per la sanità (altri 4 miliardi) e per la scuola, a cominciare dagli 1,2 miliardi per l’assunzione di 25mila insegnanti di sostegno. Ma anche per il lavoro (con i 5 miliardi per estendere la cassa integrazione) e per le imprese, dal rafforzamento di Transizione 4.0 al rifinanziamento della Nuova Sabatini, fino al credito d’imposta per gli investimenti al Sud. Senza contare le famiglie: l’assegno unico «arriverà fino a 200 euro a figlio».

Che la serie di Dl mensili non sia finita lo dimostra la conferma di un “decreto novembre” sul cui valore sono ancora in corso stime. «Prorogherà la Cig fino a fine anno e prevederà risorse aggiuntive per il sostegno ai settori più colpiti», ha anticipato Gualtieri. Per il 2021 saranno invece disponibili 5 miliardi per «un nuovo ciclo di cassa » e varrà il principio introdotto dal Dl agosto: gratuita per chi ha subito perdite fino a una certa soglia.

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