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Conte e i contagi: “Attenzione altissima ma interverremo con proporzionalità”

«Attenzione altissima». Nel vento di Assisi Giuseppe Conte annuncia così il cambio di passo delle nuove misure. Il Covid spaventa. Dice il premier: «Terremo a mente un principio cardine: per tutelare la salute dei cittadini vanno garantite condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e ovunque si svolga la vita sociale, perché ciò significa preservare anche l’economia e il nostro tessuto produttivo ».
Ma, soggiunge, tutto sarà fatto «all’insegna di principi di proporzionalità », dandone conto ai cittadini «e aprendoci al confronto con il Parlamento, spiegando pubblicamente le motivazioni». Vuol condividere le decisioni anche con l’opposizione. Assicura infatti «il più ampio confronto». Domani il ministro della Salute Roberto Speranza interverrà alla Camera e al Senato per illustrare le decisioni del governo: il nuovo Dpcm va firmato dal premier entro mercoledì. «Interverremo in maniera ponderata e solo nelle modalità ritenute necessarie, ad ottenere lo scopo di contenimento del contagio». Una frase che sembra escludere, al momento, lockdown nazionali.
Conte è qui per la festa del patrono d’Italia, San Francesco, e dal loggiato del convento spiega che il suo governo è al lavoro per «rigenerare l’Italia». Ripete il concetto più volte, nell’urgenza di un intervento che ha i toni del discorso alla nazione. Nei giorni scorsi ha dato l’impressione di voler temporeggiare con le nuove misure, forse nella convinzione che il Paese mal sopporterebbe nuove restrizioni. Ma il contagio cresce inesorabile, anche in regioni come il Lazio o la Campania, che erano state di fatto preservate durante la fase più acuta. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sabato scorso al Quirinale in occasione delle celebrazioni di Dante, si è detto preoccupato in diretta televisiva: e la sua uscita va letta come una sveglia a palazzo Chigi.
Insomma, le misure vanno adeguate ai nuovi numeri. Ieri si sono registrati 2578 contagi. In terapia intensiva ci sono 303 malati Covid su 3287 ricoverati. Un mese fa c’erano 121 pazienti in terapia intensiva su 1607 ricoverati. Il ragionamento che fa Conte è il seguente: «Il nemico non è stato sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti. Il governo sin dall’inizio di questa emergenza ha seguito il metodo della massima precauzione. Il costante aumento dei contagi, seppur ancora sotto controllo, ci impone di tenere l’attenzione altissima e di continuare ad essere prudenti e cauti». Insomma, la retorica resta prudente, a dispetto della necessità di una stretta. Ma quell’«attenzione altissima» è anche un appello ai cittadini. Il presidente li ha invitati a scaricare la app Immuni, farlo è «un obbligo morale».
«Massima energia», dice ai fedeli e agli amministratori che lo ascoltano, verrà impiegata per non deludere le attese sui fondi del Recovery plan. Elogia Bergoglio, «la pandemia ci ha resi coscienti della cura, di essere fratelli tutti, come scrive il Papa nella sua terza enciclica ». Auspica un nuovo umanesimo, mentre Assisi è percorsa dai turisti che a frotte scendono dai pullman, tutti con la mascherina anche all’aperto, i ristoranti sono pieni, in basilica si entra in maniera contingentata. Poi le Frecce tricolori sorvolano il cielo d’autunno con le scie colorate, dopodiché il premier, a differenza degli altri anni, non si ferma a pranzo, ma decide a sorpresa di rientrare subito a Roma.
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