Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Conte apre al Mes anti Covid «Recovery fund, garanzie subito»

Giuseppe Conte ha tre urgenze: indorare la pillola del Mes alla vigilia di un Consiglio europeo comunque non risolutivo, per evitare che i Cinque Stelle implodano irretiti dalle sirene anti-sistema di Alessandro Di Battista, rassicurare sull’arrivo a strettissimo giro di un piano per la ripartenza e garantire risorse adeguate per il prossimo decreto per famiglie e imprese. «Chiederemo uno scostamento di bilancio non inferiore a 50 miliardi che, sommato ai 25 miliardi del precedente provvedimento di marzo, porterà a un intervento complessivo non inferiore a 75 miliardi», annuncia il premier nella sua informativa prima al Senato e poi alla Camera.

Davanti al Parlamento che lo accoglie tra scetticismo (del M5S), freddezza (del Pd) e aperta ostilità (delle opposizioni, Lega in testa), Conte prova a parare tutti i colpi. Sul Fondo Salva-Stati distingue accuratamente il meccanismo classico con tutte le sue «rigide condizionalità» dalla «nuova linea di credito chiamata Pandemic crisis support, adattata alla natura simmetrica dello shock legato al Covid-19» e proposta nel documento dell’Eurogruppo. Su quest’ultima, che per l’Italia potrebbe valere 37 miliardi, non chiude affatto. Sostiene che bisognerà analizzare i documenti relativi ai termini di finanziamento per capire se effettivamente sarà «soggetta alla sola condizione dell’utilizzo per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette» e se potrà «essere o meno conveniente e opportuna per gli interessi nazionali». E promette che comunque l’ultima parola spetterà al Parlamento.

Ma la minaccia di un veto da parte dell’Italia, che aveva fatto sobbalzare i dem, viene spazzata via dal tavolo: «Rifiutare la nuova linea di credito significherebbe fare un torto ai Paesi che pure sono a noi affiancati in questa battaglia e che intendono usufruirne», Spagna in testa. Di certo, ribadisce il presidente del Consiglio, per il nostro Paese l’obiettivo del negoziato è un altro, e molto più ambizioso: davanti ai piani da «trilioni di dollari» di Usa, Cina e Giappone non si possono accettare «compromessi al ribasso», occorre strappare ai partner europei il via libera al Recovery Fund e cominciare a convergere almeno sul ruolo centrale del bilancio Ue per fare da garanzia al fondo. L’Italia ha avanzato la sua proposta: nessuna mutualizzazione dei debiti nazionali arretrati, ma uno strumento temporaneo gestito dalla Commissione che includa all’inizio garanzie comuni incondizionate e irrevocabili di tutti gli Stati membri per anticiparne l’applicazione(il meccanismo “bridge” citato da Conte), visto che le garanzie del bilancio pluriennale scatterebbero soltanto dal 2021.

Il tempo è il fattore chiave. I Cinque Stelle ormai balcanizzati reagiscono ufficialmente con il «pieno sostegno a Conte». «È il tempo dell’unità, il momento di sostenere il Governo e il suo presidente», dice il capo politico reggente Vito Crimi, difendendo le scelte sulle nomine contestate da Di Battista e da altri 50 eletti. In mattinata era tornato a farsi sentire proprio Di Battista con un lungo post su Facebook: secondo l’ex deputato «la contrazione del Pil e l’aumento del debito pubblico che l’Ue “generosamente” ci concede ci porterà verso una spirale dalla quale sarà possibile uscire solo attivando strumenti come il Mes con fortissime condizionalità». L’Italia deve far sentire i suoi “no”, è l’avvertimento a Conte. Condito con l’alt dell’ex deputato all’ipotesi di un Governo Draghi.

In sintesi: la maggioranza ancora regge ma al premier, incalzato da Lega e Fdi a cui tende di nuovo la mano incassando però proteste in Aula e richieste di dimissioni, serve puntellare con un’accelerazione sulla fase 2. Per questo anticipa sui social, prima ancora di entrare in Parlamento, che si lavora a «un piano ben strutturato e articolato» che sarà «omogeneo» sul territorio nazionale ma terrà conto «delle peculiarità territoriali». Già oggi attende sul suo tavolo la relazione della task force guidata da Vittorio Colao. Vedrà i capidelegazione, poi sarà convocata di nuovo la cabina di regia con Regioni ed enti locali. L’obiettivo è presentare il programma entro la fine della settimana. E restare a traghettare il Paese fuori dall’emergenza.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa