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Contanti, stretta sui pagamenti

Arriva la stretta sul contante. Sarà abbassato il limite per i pagamenti non con carte. Dai 3.000 euro attuali (introdotti dalla legge di stabilità 2016, l. 208/15) a una cifra ancora da definire tra i 1.000 e i 1.500 euro. Quello che è certa è l’intenzione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, di rendere più difficile l’utilizzo di strumenti di pagamenti non elettronici, senza però aggravarli di nuovi balzelli. La norma che, dunque, ripristina il limite introdotto nel 2011, dal governo Monti, sarà inserita nel decreto legge fiscale all’esame del consiglio dei ministri la prossima settimana. Per quanto riguarda gli incentivi ai pagamenti elettronici si sta ancora valutando se il rimborso potrà avvenire nell’estratto conto della carta di credito già mese su mese o con tempistiche più dilazionate. La lotteria degli scontrini sarà poi, con premi esentasse. E sanzioni ai commercianti che non accetteranno la richiesta dei clienti di partecipare alle estrazioni con scontrino fiscale. In particolare, nelle intenzioni dell’esecutivo, che dà attuazione a una misura pensata già nel 2017, associare all’emissione dello scontrino fiscale la possibilità di vincita per il consumatore incentiva quest’ultimo a chiedere il documento al venditore che è dunque costretto a trasmettere telematicamente il dato all’Agenzia delle entrate. I premi della nuova lotteria saranno in denaro e il decreto fiscale precisa che questi premi non seguiranno la tassazione per redditi diversi delle vincite delle lotterie ma saranno considerati senza tassazione, non concorreranno a formare il reddito imponibile né saranno soggetti a tassazione ai fini delle imposte sui redditi «per non disincentivare i contribuenti», si legge nella relazione che segue la norma, «considerate le finalità della lotteria». L’altra faccia della medaglia sono le sanzioni previste per gli esercenti che rifiutano il codice fiscale del cliente (condizione essenziale per partecipare alla lotteria). La sanzione oscillerà tra i 500 e i 2 mila euro.

Uno 007 per giocare ai videopoker. Come in ogni manovra di fine anno, corposa è anche la parte dedicata ai giochi e alle misure per contrastare le frodi del settore, come segnala Agirponew Arriva l’agente sottocopertura. In sostanza per prevenire il gioco minorile e l’evasione, e il gioco illegale l’Agenzia delle dogane è autorizzata a costituire un fondo di 100 mila euro annui per consentire al personale delle Dogane di effettuare le operazioni di gioco presso locali «sospetti» e quindi rilevare le violazioni.

Stretta sulle compensazioni. Sarà più difficile ottenere le compensazioni dei crediti fiscali. Il decreto fiscale (si veda quanto anticipato da ItaliaOggi del 10/11/19) prevede una nuova procedura per tutti i crediti maturati dalle imposte superiori a 5 mila euro l’anno. Diventa obbligatoria la procedura già in uso per l’Iva, di presentare una dichiarazione per la richiesta dei rimborsi in compensazione con il modello F24 sulle imposte dirette e sostitutive. Dalla misura è previsto un risparmio per le casse dello stato di circa un miliardo, nel 2020. La restrizione non trova applicazione ai rimborsi da modello 730 e sul bonus 80 euro. Nella relazione tecnica al provvedimento si riporta che nel 2018 sono stati compensati per Irap, Ires, e Irpef oltre 5 miliardi di euro che rappresentano il 17% dei volumi delle richieste di compensazione. Sulla norma ieri è arrivata la replica dell’opposizione. «Per colpire alcuni comportamenti illeciti, il governo delle tasse spara nel mucchio colpendo un intero sistema economico. Rinviare in Manovra le compensazioni ai fini fiscali dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi significa infliggere un colpo durissimo ad aziende e professionisti». Così i deputati della Lega Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci e Alberto Gusmeroli, rispettivamente viceministro dell’Economia e sottosegretario al Mef del governo Lega-5S e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera.

Cristina Bartelli

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