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Contante da 1.000 a 3.000 euro Sanità, è lite Regioni-governo

ROMA – Aumenterà la soglia di utilizzo del contante: dai 1.000 ai 3.000 euro. La conferma viene dal presidente del Consiglio Renzi: «Aiuteremo i consumi». Immediata la reazione di Bersani: «Così crescono evasione e sommerso ». A far rompere gli indugi al governo, dove il confronto sulla questione è stato serrato, sono state anche le pressioni di commercianti ed albergatori che, in vista del Giubileo, sono tornani a chiedere una misura che consentirebbe ai turisti stranieri una maggiore facilità nei pagamenti.
Fino ad oggi si è assistito ad una restrizione progressiva dell’uso del contante, anche per intensificare la lotta al nero e all’evasione fiscale. Il tetto alla possibilità dell’uso del denaro liquido anche per i pagamenti tra privati si è progressivamente ridotto: era di 12.500 euro nel 2008 per poi scendere fino agli attuali mille nel 2012 con il governo Monti. Sono rimasti fuori dai limiti solo i pagamenti effettuati da turisti esterni all’Unione, come Russi, Giapponesi o Cinesi, ai quali è consentito di fare shopping in contanti nel nostro paese fino 15 mila euro.
La situazione italiana tuttavia è abbastanza isolata. In Europa, a differenza del nostro paese, undici nazioni, tra cui Germania e Olanda, non hanno alcuna limitazione all’uso del contante e in altri, invece, come in Spagna, vige un limite più alto (di 2.500 euro) di quello in vigore in Italia.La Francia va invece controtendenza: ha recentemente abbassato la soglia a 1.000 contro l’evasione.
Intanto è l’ultimo assalto alla vigilia del varo. Al ministero del Tesoro e nella «war room» di Palazzo Chigi dove si mettono a punto gli ultimi articoli, si cumulano le richieste dei ministeri di spesa e dove ieri è tornato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Mentre sul fronte delle Regioni c’è insoddisfazione sulla partita sanità: per il presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino, mancano 2 miliardi. La distanza resta, dopo il vertice di ieri: i 111 miliardi sui quali si è attestato il governo secondo i calcoli delle Regioni, e secondo il Def, sono solo un miliardo in più rispetto ai 110 di quest’anno: dunque l’aumento c’è ma non è sufficiente per i governatori che in base al patto sulla salute si aspettavano ulteriori 2 miliardi per salire a quota 113. Il governo dice che 1 miliardo è già arrivato per altre vie e mette sul tavolo misure finanziarie e sui mutui, ma resta il fatto che le Regioni chiedono risorse per i contratti, per l’allargamento dei Lea proposto dalla ministra Beatrice Lorenzin e per i farmaci innovativi. Esplicito il commento di Chiamparino: «Per quanto riguarda la sanità abbiamo ribadito che sono indispensabili ulteriori risorse, servono almeno due dei tre miliardi previsti di aumento del fondo».
Turbolenze anche da parte degli altri ministeri. Sul fronte Trasporti e Infrastrutture, Delrio ha assicurato che l’ecobonus per energia e mobilio verranno rinnovati, ma se il Tesoro dice sì per le vecchie misure chiude la strada per le nuove come l’edilizia popolare. Richieste anche per difesa, agricoltura e sicurezza.
Nel frattempo Matteo Renzi tira dritto sull’intelaiatura della legge di Stabilità ormai delineata e, in una intervista a Rtl la definisce «tecnicamente straordinaria». Conferma l’aumento a 3.000 euro dei limiti del contante ( «Aiuteremo i consumi»), la strutturalità degli 80 euro, la riduzione delle tasse, l’intervento sul taglio Irpef per le piccole partite Iva, il decalage della decontribuzione al 2018, il taglio dell’Ires dal 2016-2017. Renzi è tornato anche sul nodo della flessibilità pensionistica in uscita, più volte annunciata e rimessa nel cassetto un paio di giorni fa di fronte alla assoluta mancanza di risorse. «L’intervento sulla flessibilità delle pensioni sono pronto a chiuderlo nel giro di pochi mesi ma non in modo raffazzonato».
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