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Consumi record: +2,1% mai così da cinque anni Ocse: meno disoccupati

Ripresa? Sicuramente adesso le famiglie ricominciano a spendere. E difatti a luglio i consumi si risvegliano segnando un più 0,4% rispetto a giugno ma l’incremento tendenziale, secondo i calcoli della Confcommercio, è del 2,1%, il massimo da 5 anni. Si comprano più auto, più pc e più telefonini; aumenta anche il turismo. Subito il premier Renzi, in un twitter, scrive che questa voglia di consumare «è un altro segno che finalmente l’Italia riparte». Quello precedente, decretato dall’Istat, calcolava nello 0,7% la crescita acquisita del Pil 2015.
Oltre ai consumi, va un po’ meglio anche il mercato del lavoro.
L’Ocse stima a luglio un calo marcato della disoccupazione italiana pari a mezzo punto percentuale che fa scendere il tasso dei senza posto al 12%. Anche i giovani a spasso sono ora al 40,5%, rispetto al 43,1 di giugno. La leader della Cgil Camusso trova “agghiacciante” celebrare come un buon risultato questo 12% di oggi, che equivale a circa 143 mila persone senza lavoro in meno e che comunque va paragonato al 4,7% della Germania e al 10,4 della Francia.
Ripresa, allora? «No, non è ripresa ma solo segni incoraggianti», nell’analisi dei sindacalisti Cisl. Al contrario, secondo il presidente della Confcommercio Sangalli, «la ripresa c’è», anche se «la prudenza è d’obbligo». Ma è indispensabile che ora il governo tagli «la spesa pubblica improduttiva» e, con quelle risorse, abbatta il carico fiscale su famiglie e imprese. Tutte questioni su cui sta lavorando il ministro Padoan, alle prese con la prossima manovra ma già convinto che la strategia dell’esecutivo, basata su riforme e meno tasse, stia dando buoni risultati in tempi rapidi.
Ad Ankara, qualche giorno fa, ha anche detto di augurarsi che, grazie alla migliore crescita, le stime del Def possano per la prima volta essere smentite in positivo.
Sia come sia, è un fatto che gli italiani hanno rimesso mano al portafoglio come non facevano dal 2010, comprando beni e servizi vari. L’unico segmento ancora in diminuzione riguarda la spesa per alimentari, bevande e tabacchi. Confcommercio vede segnali posiivi anche sul versante doloroso del lavoro: sempre a luglio, per il secondo mese consecutivo, gli occupati, al netto dei fattori stagionali, sono cresciuti in termini congiunturali di 44 mila unità.
Nel semestre però hanno chiuso i battenti 35 mila imprese.
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