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Consumi, lo scatto dei discount Esselunga prima per profitti

Record di vendite e utili al top per la grande distribuzione italiana, che però nel confronto internazionale resta piccola, poco redditizia e assente all’estero. Lo indica l’indagine sul settore realizzata da R&S Mediobanca, che mette in evidenza lo scatto del discount e la crisi degli ipermercati, mentre si diffondono nelle città punti vendita di prossimità a cui si rivolgono in particolare single e anziani. Il rapporto diventa così anche un monitoraggio su come cambiano i consumi in relazione a reddito e demografia.

«Siamo di fronte a un settore con segni di saturazione, iperaffollamento e riposizionamento da parte di molti attori», ha sottolineato Gabriele Barbaresco, direttore dll’Area studi Mediobanca, presentando ieri l’indagine nel corso della prima «Gdo annual talk» organizzata dall’istituto, «ciò potrebbe portare a una serie di operazioni di aggregazione in un prossimo futuro, anche perché le dimensioni attuali non consentono una proiezione internazionale».

La Gdo, la Grande distribuzione organizzata, ha raggiunto nel 2017 ricavi per 83 miliardi, con un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente, il più consistente dal 2014 e superiore a quello registrato dai 18 big internazionali che, Walmart in testa, hanno aumentato le vendite del 3,3% a 1.258 miliardi. E se i nostri operatori hanno ottenuto record di utili con oltre 1 miliardo, il margine operativo netto è in calo del 5,5%. È interessante osservare le dinamiche della crescita. Le catene di discount nel periodo 2013-2017 hanno registrato lo sviluppo maggiore delle vendite, pari al 44,3%, il 9,7% nel solo 2017. Oggi rappresentano circa il 15% in termini di fatturato (e il 34% degli utili) ma, ha detto Patrizio Podini, presidente di Lillo-Md, «in 10 anni la quota di mercato dei discount passerà al 27-28». Enzo Risso di Swg ha sottolineato la relazione con l’austerity: «Un format così economico è leva di reinclusione sociale per le fasce di popolazione con maggiori vincoli economici». E Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, ha fatto notare che la concentrazione dei discount è bassa in Lombardia e Piemonte e diventa maggiore nel Centro e Sud dove i redditi sono più bassi.

E se nella trasformazione del settore la grande distribuzione (le grandi catene) muove ricavi pari al 27,2% ma raccoglie il 2,5% degli utili, con 1,2 miliardi di profitti accumulati nel quinquennio 2013-2017 Esselunga detiene il primato dei risultati. Il gruppo è anche leader nelle vendite online, pari al 2,4% del fatturato, ma il web-shopping da supermercato in Italia, pur cresciuto del 50% nel 2017, è ancora poco sviluppato: da noi si spendono in media 500 euro annui contro i 1.850 della Francia.

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