Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Consumi di Natale in calo dell’8%

Il bonus di 80 euro concesso dal Governo ai lavoratori dipendenti con redditi inferiori a 25mila non sono arrivate ad alimentare la domanda, se non in minima parte. Anche perché nell’ultima parte dell’anno si addensano numerose – e pesanti – scadenze fiscali: palesi e più o meno mascherate o surrettizie. Non si spiegherebbe altrimenti come le previsioni di spesa delle famiglie italiane per le prossime festività siano particolarmente pesanti, sia in valori assoluti sia – e soprattutto – in termini percentuali. Parola di un survey europeo condotto dagli esperti Deloitte su quasi 18mila consumatori per capire l’andamento delle spese natalizie e per sondare le intenzioni di acquisto per regali, alimentari, tempo libero.
I numeri dicono che, sotto l’aspetto congiunturale, l’Italia si piazza appena al tredicesimo posto nell’Unione europea, con una calo dell’8% rispetto alla già bassa spesa del Natale 2013.
In termini assoluti, la nostra spesa si fermarà a 400 euro (erano 665 nel 2009) rispetto ad acquisti per ben 764 euro effettuati dagli inglesi e a una media Ue di 488. Ma non basta, sotto la pressione (che sta diventando quasi un’oppressione) del Fisco, secondo lo studio Deloitte, le famiglie italiane ritarderanno le compere fino a metà mese e quindi la maggior parte acquisterà i propri regali dopo il 15 dicembre, concentrando le spese in meno di dieci giorni, con gli inevitabili contraccolpi sulla distribuzione (da notare che martedì 16 c’è appunto uno degli ultimi appuntamenti fiscali 2014 degli italiani per regolare le loro tasse sulla casa con Imu, Tasi e Tari).
Il nostro Paese sconta quindi le criticità economiche in maniera accentuata, anche se il rallentamento riguarda l’intera Europa, con un calo del 3% sul Natale 2013. In quasi tutti i Paesi si registrerà un calo nel budget di spesa per le festività di fine anno. Uniche eccezioni sono la Polonia (+13,1%), la Russia (+3,9%), la Svizzera (+2,1%) e la Germania (+1,3%).
Confermano questo trend i Paesi Mediterranei dove, in particolare per Portogallo e Grecia, si prevede un calo a doppia cifra (-10,8% e -12,5%), ma anche Spagna (-6,6%) e Francia (-4,5%) arretrano, insieme a Finlandia (-11%, con la spesa a 562 euro) e Danimarca (-4,3%).
«Dalla nostra indagine – commenta però Dario Righetti, partner Deloitte e responsabile del Consumer business – emerge come sia riduttivo fermarsi al calo dei consumi. È cambiato il comportamento del cliente. Il consumismo sfrenato è superato. La crisi e l’innovazione tecnologica dall’altro, hanno modificato il Dna del consumatore . Il risparmiatore di oggi è una figura evoluta e più selettiva che vede nel prezzo un reale sinonimo di valore, sintesi di aspetti come la qualità del prodotto, l’utilità e il rispetto di regole etiche e sociali.
Sei persone su dieci – conclude Righetti – ridurranno gli acquisti di impulso. Listini (e promozioni) diventano sempre più fattori discriminanti nella scelta del regalo ma senza tralasciare la qualità e l’utilità del bene» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Contro le previsioni, anche il fondo Bluebell avrebbe raggiunto la soglia minima del capitale Mediob...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppio cda, per rispondere al governo. Oggi si riunirà prima Aspi, poi Atlantia. Non è detto che l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

llimity Bank ha finalizzato due nuove operazioni nel segmento 'senior financing' per un ammontare co...

Oggi sulla stampa