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Consumatori senza concordato

di Giovanni Negri

La commissione Giustizia della Camera, con una decisione unanime e con il parere favorevole del ministro Guardasigilli, Paola Severino, ha stralciato le norme sul sovraindebitamento dal decreto in materia di processo civile. La parte sul sovraindebitamento (ovvero la possibilità per il consumatore di mettere a punto un piano guidato di rientro dai debiti da sottoporre ai creditori sotto il controllo del giudice) andava a incidere anche su un precedente testo in materia approvato all'unanimità dalla Camera e da poco promulgato dal presidente della Repubblica. Il tema, secondo l'accordo tra Governo e gruppi parlamentari, verrà affrontato in altra sede e dopo una prima verifica sugli effetti del provvedimento da poco varato.
Ora è corsa contro il tempo sul decreto il cui esame dovrebbe essere completato oggi in commissione e che dovrebbe approdare in Aula questo pomeriggio dopo la fiducia sul decreto legge carceri. Il testo, modificato, dovrà poi fare un altro passaggio in Senato ma i tempi sono stretti visto che il provvedimento scade il 20 febbraio.
A contribuire alla decisione c'è stata anche la lettura data in commissione dell'intreccio tra le diverse disposizioni. Tra i deputati si è, infatti, sostenuto che, in realtà, la legge già operativa potrebbe tranquillamente applicarsi anche alle crisi da sovraindebitamento del consumatore senza doverne per forza fare oggetto di un nuovo e specifico provvedimento. Al ministero della Giustizia però si fa notare che la legge ha alcuni evidenti problemi applicativi come l'elevato quorum per l'approvazione del piano di ristrutturazione del debito (il 70% dei crediti) e l'assenza di una misura che preveda la liberazione dai debiti. Mancanze che potrebbero compromettere l'efficacia del testo.
Il decreto a questo punto resta composto da 5 articoli che comprendono, in particolare, la proroga delle disposizioni che consentono ai magistrati onorari di essere addetti al tribunale ordinario (Got) e alla procura presso il tribunale ordinario (Vpo). La disciplina potrà continuare ad applicarsi fino all'attuazione del complessivo riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria e comunque non oltre il 31 dicembre 2012. Slitta sempre al 31 dicembre 2012 la scadenza dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari il cui termine era in scadenza al 31 dicembre 2011 (e che non erano ulteriormente confermabili dell'ordinamento giudiziario). Sempre al 31 dicembre 2012 passano i giudici di pace il cui mandato sarebbe scaduto entro il 31 dicembre 2011.
Sopravvive la norma sulla fase transitoria del nuovo regime sul controllo di legalità: nelle società a responsabilità limitata, i collegi sindacali nominati entro il 31 dicembre 2011 rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall'assemblea che li ha nominati.
Come pure resta l'innalzamento, portato dal Senato a 1.100 euro, delle controversie nelle quali la parte può stare in giudizio senza la necessità dell'assistenza di un avvocato. Per queste cause è ancora stabilito che spese, competenze e onorari liquidati dal giudice non possono superare il valore della domanda. Una previsione che punta a impedire un danno alla parte soccombente per la libera scelta della parte vittoriosa di avvalersi di un difensore anche quando ciò non sia prescritto dalla legge.

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