Doppia via per presentare le richieste di consulenza giuridica all’Agenzia delle entrate. Le istanze via Posta elettronica certificata possono essere formulate in forma libera, sono esenti da bollo e devono essere firmate dal legale rappresentante (o dal procuratore generale o speciale) del soggetto legittimato a presentarle. In alternativa, la richiesta può essere trasmessa tramite il servizio telematico dedicato, predisposto dall’Amministrazione, la cui attivazione sarà comunicata sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Con il provvedimento prot. n. 171016/2026 diffuso l’8 giugno 2026 dal direttore dell’Agenzia delle entrate, vengono definite le modalità operative per permettere ad associazioni sindacali e di categoria, ordini professionali, enti pubblici ed enti locali di presentare all’amministrazione fiscale dell’Agenzia le richieste di consulenza giuridica.
Il documento in esame, dopo aver delineato il perimetro soggettivo dell’art. articolo 10-octies dello Statuto del contribuente, stabilisce che le domande devono essere presentate, di norma, alle direzioni regionali competenti in base al domicilio fiscale di chi fa la richiesta.
Fanno eccezione le consulenze inoltrate dai non residenti, dalle Amministrazioni centrali dello Stato, dagli enti pubblici di rilevanza nazionale, dalle rappresentanze nazionali delle associazioni sindacali e di categoria e dagli organi istituzionali di rappresentanza nazionale degli ordini professionali, che devono essere indirizzate, invece, alla divisione Contribuenti dell’Agenzia.
In ogni caso, nell’ipotesi di invio a un ufficio non competente o a un indirizzo Pec errato, la richiesta viene comunque trasmessa all’ufficio corretto, con decorrenza dei termini a partire dal momento della ricezione da parte della struttura competente, dandone comunicazione all’istante. Gli indirizzi Pec sono indicati nell’allegato A al provvedimento.
La fase istruttoria prevede che se la domanda risulta incompleta ma regolarizzabile, l’ufficio inviti il richiedente a integrarla entro trenta giorni dalla ricezione. Il contribuente deve fornire quanto richiesto entro i successivi trenta giorni, facendo decorrere da quel momento i termini per la risposta.
Nell’ipotesi in cui la documentazione allegata non sia sufficiente per fornire un parere, l’Agenzia può richiedere un’unica integrazione entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta o dalla sua regolarizzazione.
Durante l’istruttoria è inoltre possibile che l’ufficio richieda un parere preventivo ad altre amministrazioni. La richiesta può essere ritirata in qualunque fase della procedura.
La consulenza giuridica viene fornita per iscritto e motivata entro centoventi giorni dalla data di ricezione. I termini fissati, sia per l’Amministrazione sia per il richiedente, sono sospesi nel periodo compreso tra il 1° e il 31 agosto.
Le risposte relative ai quesiti ritenuti ammissibili sono inoltre pubblicate sul sito dell’Agenzia delle entrate.