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Consulenti ad hoc

La Commissione tributaria può nominare un consulente tecnico per valutare la congruità fiscale dei versamenti e dei prelevamenti bancari di un contribuente, accertato ai sensi dell’articolo 32, commi 2 e 4, del dpr 600/73. All’esperto spetta il compito di esaminare le giustificazioni offerte dal ricorrente in merito alle singole movimentazioni finanziarie, in entrata e in uscita, ricondotte a tassazione dall’ufficio fiscale; il giudice può fondare la propria decisione sulla relazione del consulente d’ufficio nominato.

Questo è quanto accaduto in un processo tributario che si è svolto presso la Ctp di Cremona, conclusosi con la sentenza n. 105/01/13 depositata lo scorso 14 ottobre, parzialmente favorevole alla parte ricorrente. La vertenza nasceva dall’impugnazione di due avvisi di accertamento basati sulle indagini bancarie, che individuavano quali maggiori ricavi imponibili la somma dei versamenti e dei prelevamenti non giustificati, in capo ad un gestore di palestre e fitness club.

Negli accertamenti c.d. bancari, il contribuente è chiamato a giustificare, in contraddittorio con l’Agenzia delle entrate, le singole movimentazioni bancarie rilevate sui propri rapporti di conto corrente o deposito, sia aziendali che personali. Le operazioni che non hanno trovato ingresso nelle scritture contabili o che l’ufficio non ritiene in ogni modo giustificate vengono ritenute fiscalmente rilevanti e ricondotte a tassazione di conseguenza.

Data l’ampia mole dei movimenti e dei documenti giustificativi prodotti in giudizio, la Commissione tributaria nominava, con un’ordinanza, un consulente tecnico d’ufficio, al quale formulava il seguente quesito: «esaminati gli atti di causa e presa in considerazione ciascuna delle operazioni bancarie controverse, dica il consulente se e quale giustificazione tali operazioni trovino nella documentazione prodotta dal ricorrente». Dunque, la valutazione in merito alla congruità fiscale dei movimenti bancari imputati al contribuente, sulla scorta delle giustificazioni all’uopo fornite, è stata trasferita a un organo neutrale, il Ctu, che depositava il proprio elaborato peritale a distanza di pochi mesi dall’incarico conferito. Il collegio tributario cremonese ha basato la propria decisione proprio su detto elaborato, che ha riconosciuto come valide delle giustificazioni invece non ritenute tali dagli accertatori nella fase precontenziosa. Gli avvisi di accertamento sono stati ridotti in base alle conclusioni raggiunte dal tecnico: «Il ricorso viene pertanto accolto», si legge in motivazione, «con rettifica dell’avviso di accertamento che tenga conto dei movimenti bancari per i quali il ricorrente ha fornito giustificazione».

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