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Consorziati, recessi poco liberi

Ai consorzi per la gestione delle parti comuni si applicano per analogia le norme sul condominio. Di conseguenza il consorziato non può liberarsi dall’obbligo di versare le relative spese di gestione con un semplice recesso dal rapporto consortile, al pari di quanto avviene per i condomini in relazione ai beni e ai servizi comuni. Lo ha chiarito la seconda sezione civile della Corte di cassazione con la sentenza n. 20989 dello scorso 6 ottobre 2014.

Nella specie un consorzio di urbanizzazione costituito per la gestione di aree comuni aveva chiesto e ottenuto dal giudice di pace un decreto ingiuntivo per il pagamento degli oneri connessi a tale gestione non versati da un consorziato.

Detto decreto era stato quindi revocato dal tribunale che si era pronunciato sull’appello proposto dal consorziato moroso sulla base del fatto che quest’ultimo aveva formalizzato in precedenza il proprio recesso dal rapporto consortile. Il giudice di appello, infatti, pur inquadrando la fattispecie nell’ambito delle norme in materia di comunione e di condominio, aveva inteso fare applicazione dell’art. 1104 c.c., disposizione dettata in materia di comunione e che prevede la possibilità del comproprietario di liberarsi dalle spese comuni rinunciando al proprio diritto. Il consorzio, nel presentare ricorso in Cassazione, aveva invece evidenziato come il recesso del consorziato andasse letto alla luce della disposizione di cui all’art. 1118 c.c., norma dettata in materia di condominio e che, viceversa, non consente ai condomini di rinunciare ai diritti sulle parti comuni e, quindi, di liberarsi dalle relative spese.

E il ricorso ai giudici di legittimità è stato accolto proprio in questi termini, laddove si è ritenuto che in casi del genere, laddove i beni comuni siano posti al servizio delle proprietà esclusive dei singoli consorziati, la disciplina applicabile sia proprio quella condominiale e non quella in materia di comunione.

In caso di consorzio, quindi, analogamente a quanto avviene per i condomini, i consorziati possono liberarsi delle spese di gestione soltanto ove il recesso dal rapporto consortile coincida con la trasmissione a terzi del diritto di proprietà immobiliare, sostituendo così un soggetto a un altro nell’obbligo di versamento delle quote associative.

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