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Consolidato, conta la convenzione

Gli atti di accertamento vanno notificati sia alla controllata sia al soggetto estero
Tassazione consolidata tra sorelle al test dei chiarimenti delle Entrate. La circolare 40/E di ieri risolve numerosi dubbi interpretativi, rappresentati anche su queste pagine, delle novità sul consolidato introdotte dal decreto internazionalizzazione e risponde a specifiche istanze di interpello. È consentito l’accesso alla tassazione di gruppo domestica tra sorelle residenti in Italia se controllate da una controllante comune residente nella Ue o nello See e il perimetro di consolidamento può includere, in qualità di controllate, anche le stabili organizzazioni in Italia di non residenti. La controllante deve designare per l’opzione una “sorella” controllata.
Residenza
Un dubbio riguardava la residenza del soggetto non residente in un Paese Ue/See. La circolare chiarisce che il requisito della residenza della controllante deve essere determinato sia sulla base della normativa interna fiscale dello Stato Ue/See, sia alla luce delle cosiddette tie-breaker rules di origine convenzionale. Pertanto, l’articolo 117, comma 2-bis, del Tuir deve essere interpretato nel senso di includere i soggetti residenti in Stati Ue/See – con cui l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni – la cui residenza al di fuori dell’Ue/See sia esclusa ai sensi di una convenzione in materia di doppia imposizione conclusa con uno Stato terzo. Il chiarimento è coerente con quanto già previsto dalle direttive madre-figlia, fusioni e interessi e royalties.
Controllante non artificiosa
È altresì precisato che la controllante Ue/See deve esercitare effettivamente un’attività economica, in coerenza con la ratio della modifica normativa che discende dalla necessità di garantire il pieno esercizio della libertà di stabilimento, la quale può essere invocata soltanto dalle controllanti Ue/See che non siano costruzioni meramente artificiose, in conformità agli orientamenti della Corte di giustizia.
Identità esercizio sociale
La condizione per l’efficacia dell’opzione della «identità dell’esercizio sociale di ciascuna delle società controllate con quello della società o ente controllante» deve considerarsi riferita solo alla controllata designata e non invece alla controllante Ue/See, poiché quest’ultima non consolida il proprio reddito imponibile.
Le responsabilità
Dal punto di vista procedurale andava chiarito se il soggetto consolidante non residente dovesse o meno essere destinatario di notifica dell’atto unico di accertamento in quanto se è vero che, da un lato, la controllante non è tenuta alla presentazione della dichiarazione e ai versamenti delle imposte, dall’altro è altrettanto vero che la stessa assume in via sussidiaria le responsabilità previste dall’articolo 127 del Tuir.
È stato chiarito che gli atti di accertamento notificati alla controllata designata e relativi alla determinazione del reddito del consolidato devono essere notificati anche alla controllante Ue/See (articolo 60-bis del Dpr 600/1973) affinché l’Agenzia sia posta nelle condizioni di agire anche nei confronti della stessa, come consegue dall’assunzione di responsabilità sussidiaria. La controllata designata, dal canto suo, acquisisce in qualità di consolidante tutti i diritti, gli obblighi, gli oneri e le respon-sabilità previsti per le società o enti controllanti. Pertanto, tutti gli adempimenti, anche di natura comunicativa, ordinariamente previsti in capo alla consolidante debbono intendersi riferiti alla controllata designata.
Le perdite
A seguito di designazione come consolidate di una consolidante preesistente, le perdite del consolidato preesistente permangono nel nuovo consolidato tra sorelle e sono utilizzabili all’interno della nuova fiscal unit fino all’eventuale interruzione della stessa, senza che l’e–ventuale rinnovo dell’opzione dei soggetti aderenti al consolidato preesistente ne determini la riattribuzione. Tuttavia, all’atto del rinnovo dell’opzione non potrà più essere scelto il criterio di attribuzione delle perdite alla consolidante in ipotesi di interruzione.

Luca Miele

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