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Consob tedesca in panne Di Noia ora è favorito per la presidenza di Esma

La cacciata del presidente di Bafin – la Consob tedesca – Felix Hufeld, e della sua vice Elisabeth Roegele, per non aver visto il crac miliardario Wirecard, aumenta le quotazioni di Carmine Di Noia alla presidenza di Esma. Il commissario della Commissione italiana, che da tre anni siede nel board dell’autorità europea per i mercati finanziari, è risultato in testa alle preferenze nella lista interna dei candidati, che l’autorità con sede a Parigi ha redatto a fine 2020 dopo avere svolto le valutazioni tecniche, trasferendola al Consiglio dell’Ue per la scelta effettiva. Ma Di Noia in quella lista ha due temibili inseguitrici: Verena Ross, da 10 anni dg dell’Esma, sostenuta dalla Germania e dunque candidata da battere; e l’ex ministro delle Finanze portoghese Maria Luis Albuquerque.
La decisione di «cambiare le cose dall’alto» in Bafin, comunicata venerdì dopo mesi in difesa sul dossier, è stata del ministro delle finanze e vicecancelliere Olaf Scholz, che da tempo subiva pressioni per il fallimento dei controlli dell’autorità di supervisione finanziaria, miope sugli illeciti e i segnali che da due anni si manifestavano intorno alla società dei pagamenti, che lo scorso giugno annunciò l’insussistenza di 1,9 miliardi di euro fin lì chiamati “cassa”, e poco dopo implose lasciando un buco da 3,2 miliardi ai creditori. «Lo scandalo Wirecard ha rivelato che il sistema di supervisione finanziaria in Germania richiede una riorganizzazione – ha scritto il ministero delle Finanze in una nota – , così da svolgere con più efficacia le proprie funzioni». La sostituzione di Hufeld, in sella dal 2015, precede la ristrutturazione dell’agenzia, che sarà presentata questa settimana. A parte lo smacco reputazionale, che rende più complesso imporre un candidato tedesco alla vigilanza finanziaria europea, la figura di Ross (prima dell’Esma attiva per 12 anni alla Fsa, l’authority britannica) potrebbe rappresentare il «segnale di discontinuità » che Berlino ha in mente, e dovrebbe passare per una scelta esterna. Lo scorso novembre proprio l’Esma, con una mossa senza precedenti, pubblicò un rapporto molto critico sull’operato di Bafin nel caso Wirecard. Un altro “segnale” è nel saluto di Hufeld, che dice lascerà il testimone al «Nachfolger oder Nachfolgerin »: «sostituto o sostituta». Si vedrà a giorni se l’uscente ha usato un garbo linguistico generico o “specifico”, avendo già in testa la sostituta.
Anche per l’Esma febbraio può essere decisivo. Il 23 la Commissione per i problemi economici del Parlamento Ue dovrebbe audire i candidati per l’Esma e si vedrà chi è rimasto in gioco e come la nuova presidenza Ue (non più tedesca dal 2021 ma portoghese) sceglierà. Peccato andare verso i giorni decisivi senza un governo insediato a Roma.
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