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Consob stringe sui derivati “cash”

di Riccardo Sabbatini

Brucia ancora alla Consob la mancata comunicazione di Ifil-Exor quando, nell'estate del 2005, la finanziaria rafforzò segretamente la presa azionaria della famiglia Agnelli nella Fiat utilizzando un equity swap sottoscritto con Merrill Lynch e regolato inizialmente per contati. Ed ora, a sei anni di distanza, l'autorità di vigilanza ha illuminato quell'ultima area grigia. Con le modifiche al regolamento emittenti – rese note ieri, entreranno in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – ha incluso anche i derivati con consegna cash tra le partecipazioni potenziali da comunicare obbligatoriamente al mercato. Allo stesso tempo, recependo alcune richieste degli operatori, l'authority di vigilanza ha usato un "tocco leggero". La trasparenza delle partecipazioni potenziali con consegna cash scatterà ogni qualvolta quelle posizioni, sommate alle partecipazioni dirette ed a quelle potenziali con consegna fisica, supereranno le soglie del 10,20,30 e 4o per cento. Con un valore nozionale dei contratti cash inferiore al 2% quelle operazioni rimarranno invece opache e non saranno soggette neppure a quell'obbligo di trasparenza "consolidato". Non verranno prese in considerazione, inoltre, neppure le posizioni in vendita. Con le sue nuove regole la Consob ha in pratica disegnato un sistema ageometria variabile negli obblighi di trasparenza sulle quote di possesso azionario nelle società listate a Piazza Affari. La disclosure sulla partecipazioni dirette scatta al superamento della soglia del 2% del capitale sociale. Nel caso di partecipazioni potenziali con consegna fisica – ad esempio equi-ty swap che prevedano alla scadenza il passaggio di mano dei titoli – la comunicazione diviene obbligatoria oltre il 5 per cento. Anche in questo caso la Consob ha attenuato gli oneri regolamentari. In precedenza, infatti, ogni partecipazione potenziale era dovuta non appena il valore nozionale dei contratti superava il 2% del capitale sociale. A questi due "basket" già esistenti se ne aggiunde ora un terzo, con una comunicazione in forma aggregata delle partecipazioni dirette e potenziali (con consegna frisica o per contatti) oltre la barriera del io per cento. Alcune esenzioni sono state poi previste a favore degli intermediari. Ques'ultimi potranno non comunicare le posizioni "lunghe" detenute a copertura di operazioni sottoscritte con i propri clienti. Esentati saranno anche i market maker (sia nei mercati regolamentati che fuori mercato). L'opacità è stata infine assicurata nei confronti di posizioni lunghe detenute in derivati riferiti all'andamento dell'indice azionario (o strumenti assimilati) perchè «vi sia un livello minimo di diversificazione ed un equilibrato livello di concentrazione». Con le misure comunicate ieri 1'italia si colloca tra i paesi europei con gli standard più rigorosi sulla trasparenza degli assetti proprietari, superata soltanto dalla Gran Bretagna che ha imposto un obbligo di disclosure (per tutte le partecipazioni, effettive o potenziali) oltre la soglia del3 per cento del capitale sociale.

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