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Consob stringe su Bank of Ireland

di Morya Longo

Gli accertamenti sugli intermediari sono già iniziati. Il faro dell'Autorità di vigilanza sul caso delle obbligazioni subordinate emesse da Bank of Ireland è acceso: presto o tardi potrà portare a eventuali sanzioni nei confronti delle banche. Il giorno della verità potrebbe non attardarsi troppo: dato che tutte le banche o Sim si sono dimostrate collaborative, fornendo alla Consob la documentazione richiesta, l'Autorità potrà tirare le somme in tempi non lunghissimi. L'obiettivo della Commissione è di capire le ragioni per cui le banche italiane non abbiano informato i risparmiatori quando Bank of Ireland ha avviato la ristrutturazione del debito: con il loro comportamento omissivo, hanno «condannato» i risparmiatori a perdere tutti i soldi. La Consob vuole sapere perché.

La vicenda risale alla scorsa estate, quando Bank of Ireland è costretta a ristrutturare i suoi 18 prestiti obbligazionari subordinati. L'istituto ha proposto agli investitori di consegnarle i «vecchi» bond, per ottenere in cambio un mini rimborso cash oppure azioni. La perdita c'era, ma chi accettava recuperava almeno parte dell'investimento. Ben peggiore era invece il trattamento previsto per chi decideva di non aderire: i loro bond sarebbero stati rimborsati quasi a zero. Ogni mille euro sarebbe stato onorato con un solo misero centesimo di euro.

Ebbene: la stragrande maggioranza degli obbligazionisti italiani non ha aderito all'offerta e, alla fine, ha perso praticamente tutti i soldi. Per un motivo più banale: perché le banche italiane non li hanno mai avvertiti dell'offerta di Bank of Ireland. Come sia possibile è presto detto. Bank of Ireland da un lato non ha mai chiesto l'autorizzazione alla Consob per pubblicare un prospetto italiano, dall'altro ha destinato l'offerta solo a chi possedesse obbligazioni per un importo superiore ai 50mila euro. In questo modo ha aggirato la direttiva europea sui prospetti. Morale: Bank of Ireland non ha fatto alcun prospetto e si è limitata a inoltrare una comunicazione attraverso le casse di compensazione. Dal canto loro le banche italiane, nella maggior parte dei casi, non hanno informato i clienti quando è arrivata loro la notifica.

Il 24 ottobre, dopo gli articoli del Sole 24 Ore sul tema, la Consob è scesa in campo, sostenendo ufficialmente che le banche avevano il dovere di informare i clienti. Contemporaneamente ha avviato gli accertamenti tra tutti gli intermediari: l'obiettivo è di capire cosa sia andato storto. Probabilmente hanno giocato a sfavore i tempi ristrettissimi posti dall'Irlanda: «Il Sole 24 Ore» ha testimonianze di banchieri che sostengono di avere avuto la notifica dall'Irlanda solo pochi giorni prima della scadenza dell'offerta. Qualche istituto ha provato ad avvisare i clienti, anche al telefono. Ma tanti non hanno fatto nulla. Presto, quando finiranno gli accertamenti Consob, sapremo come mai per colpa di un muro nell'informazione, tanti risparmiatori hanno perso tutto.

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