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Consob riduce gli oneri a carico degli operatori

di Riccardo Sabbatini

La Consob avvia la stagione delle semplificazioni normative ma dai primi provvedimenti manca quello più atteso, sulle "obbligazioni bancarie semplici". L'authority di vigilanza ha ieri reso noto un primo set di misure, frutto dei "tavoli di lavoro" costituiti nei mesi scorsi con le associazioni degli intermediari e degli emittenti, e con i quali si propone disboscare la giungla di duplicazioni normative che spesso penalizzano la piazza finanziaria italiana.
Dagli interventi, riguardanti la disciplina dei prospetti, le ammissioni a quotazione, gli obblighi informativi sulle operazioni di finanza straordinaria, internal dealing (le contrattazioni dei manager sui titoli della propria società) e adesione ai codici di autoregolamentazione, non è tuttavia compreso il prospetto semplificato per le obbligazioni bancarie semplici (cosiddette "da banco"). Era la misura di maggiore impatto ma sulla quale la commissione di Giuseppe Vegas ha voluto prendersi una pausa di riflessione. Il motivo: da quando il tema era stato affrontato con intermediari ed emittenti i titoli obbligazionari delle banche sono stati coinvolti dal turmoil finanziario che ha investito i paesi più a rischio dell'area euro. Tale da poter far scattare la clausola di esclusione prevista nella definizione dei prodotti "semplici" laddove le emissioni sono «connesse al rischio paese (come nel caso di procedure di salvataggio del Fmi o di altre istituzioni sovrannazionali)». Il passaggio a livello, per il momento, rimarrà dunque abbassato.
Un via libera è invece arrivato per l'elevazione della soglia di esenzione dai prospetti informativi (da 2,5 a 5 milioni) e per quella sui prospetti semplificati (da 50 a 75 milioni). Al fine di ridurre gli iter autorizzatori sono stati introdotti pre istruttorie ed è stata definita una lista di informazioni chiave (Kiid, key investor information documet) da inserire nelle note di sintesi dei prospetti.
La commissione procederà poi ad una semplificazione delle procedure di ammissione a quotazione (Ipo) e, sulla stessa lunghezza d'onda, va vista anche la facoltà di deroga attribuita alle società quotande e quotate di non redigere i documenti informativi per le operazioni di finanza straordinaria. Sul piano pratico infatti quelle informazioni sono già incluse nelle relazioni degli amministratori predisposte per l'assemblea degli azionisti e la Consob ha sempre la possibilità di integrarle qualora le consideri lacunose. Per quanto riguarda l'insider dealing, gli obblighi di comunicazione saranno dovuti, superata la soglia esente di 5mila euro, solo quando le compravendite eccederanno un nuovo "quorum". Adempimenti ridondanti sono stati ridotti anche nell'informativa che i gestori del mercato debbono rendere sui propri codici di autoregolamentazione e verrà incrementata la possibilità di articolazione dei mercati sulla base dei diversi livelli di adempimenti informativi.
Infine la disciplina sui limiti alle cariche dei sindaci scatterà per coloro che sono presenti in almeno due collegi sindacali (oggi era sufficiente una poltrona per attivare la normativa). Fin qui la prima ondata di semplificazioni cui seguiranno – già annuncia la Consob – ulteriori misure riguardanti le offerte pubbliche di acquisto, la trasparenza sulle partecipazioni rilevanti e patti parasociali, la corporate governance delle società piccole e medie, la gestione dell'informazione continua.

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