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Consob perquisisce uffici di Mediobanca per la contro Opa Rcs

La Consob e la Guardia di Finanza fanno irruzione nella partita in corso per il controllo di Rcs Mediagroup. Negli ultimi giorni di settimana scorsa, precisamente giovedì, l’authority che vigila sui mercati con il supporto delle Fiamme Gialle ha fatto visita negli uffici di Mediobanca per raccogliere documentazione sulla genesi della contro Opa promossa da Andrea Bonomi, Mediobanca, UnipolSai, Diego Della Valle, Pirelli. Sotto i riflettori sono finite alcune dichiarazioni dell’amministratore delegato di piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, apparse incoerenti e contraddittorie. In un comunicato stampa del 9 maggio scorso, infatti, diffuso su sollecitazione di Consob, Mediobanca si riservava «di valutare ogni opzione per la valorizzazione della propria partecipazione, ivi incluso il mantenimento della stessa o eventuali proposte alternative, di cui possa essere destinatario». Interpellato sul tema l’11 maggio il ceo Alberto Nagel aveva dichiarato che «non siamo noi promotori. Non siamo un gruppo editoriale. Valutiamo quello che c’è man mano sul tavolo di concreto». Poi, il 16 maggio, l’annuncio della contro Opa nella quale Mediobanca rivestiva e riveste tuttora un ruolo molto attivo e non da semplice “destinatario” di offerte altrui. Piazzetta Cuccia non solo è advisor dell’operazione ma vi partecipa in prima persona apportando le proprie azioni Rcs (6,2%) al veicolo che lancerà l’Opa, contribuendo con altri soldi all’acquisto di azioni Rcs che arriveranno sempre attraverso l’Opa oltre a essersi resa disponibile a sottoscrivere pro quota un nuovo aumento di capitale da 150 milioni a favore di Rcs.
Dal quartier generale di Mediobanca, tuttavia, gettano acqua sul fuoco. Sono operazioni di routine, si dice, queste della Consob, tipiche di operazioni finanziarie complesse. In passato era già successo con Mps quando Mediobanca era stata promotrice di un’Opa sui bond Fresh.
La tempistica della contro Opa verrà valutata da Consob e Gdf anche in relazione alla costituzione di scatole societarie lussemburghesi da parte del fondo Investindustrial di Bonomi. I due veicoli International Investments Holding e International Acquisitions Holding sono nati entrambi il 10 maggio nel Granducato. E quindi si fa fatica a pensare che l’11 maggio Nagel fosse all’oscuro di tutto, come le sue dichiarazioni sembrano far credere.
D’altronde il fatto di costituire holding lussemburghesi per strutturare operazioni di private equity è prassi comune poichè la raccolta e l’origine dei capitali è prevalentemente estera. Ma ciò non toglie che così facendo su operazioni che riguardano aziende italiane non vengono pagate tasse in Italia. L’intervento della Consob, comunque, non dovrebbe cambiare la tempistica della contro Opa. Gli offerenti devono fornire le integrazioni al prospetto chieste dall’authority e poi questo dovrebbe venire approvato tra il 15 e il 20 giugno con l’Ops Cairo che partirà il 13.

Giovanni Pons

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