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Consob: manleva incompatibile

Il mantenimento della manleva e del recesso a favore dei Ligresti è «incompatibile» con l’esenzione dall’Opa su Premafin da parte di Unipol. Il presidente della Consob Giuseppe Vegas, intervenendo ieri sul feuilleton Unipol-Fonsai giunto ormai all’epilogo, è stato di poche parole. Ma chiare. Dopo che i Ligresti hanno dichiarato che non avrebbero rinunciato al lasciapassare contenuto negli accordi di gennaio tra Unipol e Premafin, l’authority attende un segnale da parte della compagnia bolognese. Lo chiede anche Premafin che nel comunicato del Cda diffuso domenica ha invitato Unipol di indicare le ragioni per cui quest’ultima ritiene che la sortita dei Ligresti non bloccherebbe comunque il progetto.
Come è noto la commissione di vigilanza aveva risposto affermativamente alla richiesta di esenzione da un’offerta pubblica su Premafin da parte di Unipol ma a patto, appunto, che i Ligresti non se ne avvantaggiassero con manleva e recesso.
Il diritto di recesso potrebbe scattare a favore degli azionisti Premafin, Ligresti compresi, per il cambio dell’oggetto sociale (da holding ad impresa d’assicurazione) nell’ambito della fusione finale. Ma il condizionale è d’obbligo poichè la capogruppo di Fonsai ha come unico asset le azioni della compagnia e pertanto la matrice dei suoi rischi rimarrebbe sostanzialmente invariata. Più complesso il tema della manleva, espressamente richiamata nell’accordo tra Premafin e Unipol. Per quel che trapela, Bologna si appresterebbe a dichiarare che non intende rispettare quella clausola.
Peraltro se l’esenzione della Consob saltasse si arriverebbe al paradosso di un’Opa su Premafin che avvantaggerebbe proprio i Ligresti, a dispetto dei buoni propositi dell’autorità. Quest’ultima peraltro ha iniziato anche a valutare i nuovi scenari che si aprirebbero con l’escussione, da parte delle banche, dei pegni relativi alle azioni Fonsai attualmente in mano a Premafin. Quella partecipazione (oltre il 35%) è di controllo e andrebbe valutata la rilevanza del passaggio ai fini dell’Opa. Una vera e propria esenzione, nel caso specifico, non è prevista nei regolamenti della Consob ma tuttavia si tratterebbe di un possesso temporaneo – fattispecie invece contemplata – in attesa che l’intera partita con Unipol si conclusa.
Inoltre la Consob ha convocato Salvatore Bragantini, consigliere indipendente di FonSai, per conoscere le motivazioni del suo voto contrario all’operazione.
Infine l’Isvap. Oggi, con l’assemblea Premafin, scade anche il tempo dato dal regulator assicurativo alle parti per definire i concambi e varare il progetto di integrazione Unipol-Fonsai. In caso di fallimento la prospettiva di un commissariamento si farebbe molto più concreta.

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