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Consob lancia l’allarme: «Rischio di amnistia sul market abuse»

«Si corre il rischio di introdurre quella che potrebbe divenire una sorta di amnistia». E la materia non è delle minori: si dibatte di market abuse. Non usa mezzi termini il commissario Consob Giuseppe Maria Berruti nell’audizione alla Camera sul decreto legislativo che recepisce il regolamento comunitario Mar. Nei sei articoli dello schema di decreto si affronta una serie di questioni aperte in materia di repressione delle condotte di manipolazioni di mercato. A partire dalla coesistenza di misure sia penali sia amministrative (inflitte da Consob) per reprimere le medesime condotte.
Il provvedimento formalizza un abbozzo di soluzione, che salva il doppio binario, ma impone ad autorità giudiziaria e Commissione di tenere conto, al momento di decidere sulle sanzioni di competenza, delle misure punitive già inflitte; dispone poi che l’esecuzione delle sanzioni, penali o amministrative, sia limitata alla parte eccedente a quella già eseguita o scontata.
Una soluzione che però non convince Consob che mette in evidenza, come il decreto interviene forse per tentare di arginare gli effetti sul nostro ordinamento delle recenti, e assai critiche, pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo e di quella di giustizia europea sulla coesistenza di un doppio binario penale e amministrativo per punire le medesime condotte di market abuse.
E allora, le ipotesi di “ragguaglio” o di “scomputo” tra sanzioni di natura diversa (misura detentiva/misura pecuniaria), afferma Berruti, non sempre considerano «gli effetti che simili previsioni avrebbero, tra l’altro, sulla trasformazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in sanzioni di natura penale, introducendo per via legislativa quelli che sono noti come i cosiddetti criteri Engel elaborati dalla Corte di Strasburgo (qualificazione giuridica dell’illecito nel diritto nazionale, la natura dell’illecito, la natura e il grado di severità della sanzione)».
Ma, fuori dal “giuridichese”, questa disciplina, per Berruti, rischia di travolgere tutti i procedimenti penali pendenti nei confronti di soggetti già sanzionati in via amministrativa dalla Consob per illeciti di abuso di mercato (circa 26). «Ricordo a me stesso, infatti, che si corre il rischio di ritrovarsi nell’ambito di applicazione dell’articolo 2 del codice penale, ove è previsto che “Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile”».
Per il commissario Consob le perplessità si concentrano in particolare su due punti: innanzitutto sull’affidamento alla Commissione stessa di un potere/dovere di prendere in considerazione, a scomputo, delle misure penali inflitte, quando il ruolo di Consob è di regolatore del mercato; mentre discorso diverso va fatto e le criticità si azzerano se l’autorità chiamata in causa è quella giudiziaria.
E poi su quella sorta di forum shopping che in questo modo verrebbe a essere legittimato. Le parti potrebbero giocare, a seconda della convenienza, sull’esistenza del doppio binario e sull’obbligo per un’autorità di tenere conto di quanto deciso dall’altra per trarne il maggiore vantaggio.
Secca allora la conclusione per una misura che appare «molto irragionevole» perchè introduce al di fuori dell’ordinamento penale disposizioni che rischiano di creare al minimo dei conflitti interpretativi e, al massimo grado, di compromettere la stessa struttura dell’illecito amministrativo.
Nell’audizione poi sono stati messi in risalto anche altri punti critici. Per esempio, il fatto che il decreto legislativo, quanto alle sole sanzioni amministrative che possono essere inflitte per i vari casi di manipolazione del mercato (ne vengono introdotti di nuovi, per esempio, su benchmark o strumenti negoziati su Otf), non ammette la possibilità del cumulo, ma solo quello dell’alternanza. Non si può, esemplifica Consob, applicare per abusi di mercato in senso stretto sia l’ordine di mettere fine alla violazione sia la pubblica reprimenda.
E ancora, in materia di confisca, che il decreto prevede possibile sul prodotto o sul profitto dell’illecito, l’indicazione di Consob è quella di circoscriverla al solo profitto per evitare di provocare conseguenze sull’ordinamento penale analoghe a quelle già possibili per effetto della soluzione introdotta sul doppio binario.

Giovanni Negri

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