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Consob, ecco la svolta di Nava “ La vigilanza sarà preventiva”

Mario Nava presenta la nuova Consob alla comunità finanziaria: un’Autorità più vicina « al mercato, che non è un’entità astratta ma siamo noi», che il neo presidente bocconiano reduce da una lunga militanza a Bruxelles nella Commissione Ue – intende rilanciareinsieme con l’asfittico mercato nostrano. « La maggiore novità di questo collegio sarà la vigilanza preventiva » , così da anticipare le criticità per chi investe, anziché trovarsi a irrogare sanzioni poco utili e frustranti a danno fatto. La prevenzione si declina anche nell’approccio più aperto «alle sedi internazionali a livello globale, europeo e bilaterale: dove si può concorrere a formare le future regole, così da non subirle».
Un vasto programma. Che implica una forte discontinuità rispetto al settennato di Giuseppe Vegas, di matrice politica come tutta la carriera del parlamentare di Forza Italia. Per realizzarlo Nava avrà bisogno di dismettere in fretta i panni del brillante professore – che affioravano ieri nell’ora di discorso quasi a braccio – e trascinare nel suo disegno la struttura interna dell’Authority – 600 dipendenti ipersindacalizzati, uno su 10 dirigente di una quantità di uffici – e il nuovo governo giallo- verde. Almeno sul secondo aspetto bisogna riaggiornarsi, perché ieri nessun membro dell’esecutivo, nemmeno in pectore, era in prima fila a Piazza Affari ad ascoltare. Il presidente, di stile pragmatico, non ci ha voluto vedere dietrologie: « Il governo c’è da una settimana e non sono ancora state fatte tutte le nomine. Non mi sento di criticarli se non sono potuti venire. Sicuramente avremo un’interazione ottima con il governo » . Il prossimo mese darà un primo responso di quanto il nuovo cuore tecnocratico e mercatista della Consob rischi crisi di rigetto: sia nelle prese di contatto con i vertici di Palazzo Chigi, sia nella qualità delle adesioni al “Comitato di consultazione”, al bando da oggi per una trentina di figure e con cui Consob intende affinare la collaborazione con i protagonisti del mercato, al modo di blasonate authority internazionali.
Il cambiamento di rotta sarà impresso attraverso sei linee di azione pensate per «riconquistare la fiducia dei risparmiatori dopo i marosi delle crisi bancarie attraverso un sistema integrato di tutele». Ecco l’elenco: sostegno all’accesso al mercato, per far confluire l’elevata ricchezza delle famiglie a Piazza Affari, che resta il 17° mercato finanziario a fronte della 9° economia mondiale; qualità delle imprese che si quotano, tramite l’informazione su tematiche ambientali, sociali e di governance appena diventate obbligatorie; tutela del risparmio e degli investitori, migliorando gli standard sull’informazione finanziaria e la sua comprensibilità, e garantendo i dati personali da attacchi remoti; educazione finanziaria, con una serie di iniziative coordinate per mitigare l’ignoranza finanziaria («la ricerca dimostra che non c’è peggior investitore di quello che non sa di non sapere: e il 40% degli italiani non sa valutare le proprie conoscenze finanziarie, il 50% non conosce nozioni base come inflazione e rapporto rischio- rendimento, l’ 80% non ha un piano finanziario, né legge l’informativa finanziaria » ); il potenziamento dell’Arbitro per le controversie finanziarie; infine, il rilancio della Consob nel contesto dei consessi internazionali.
Nuovo anche il format del “Consob day”, con seminari a tema sviluppati dai quattro commissari Giuseppe Maria Berruti (sulle sanzioni) Paolo Ciocca ( fintech), Carmine Di Noia (rapporti finanza/imprese), Anna Genovese (Mifid 2).

Andrea Greco

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