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Consob Il piano di Vegas Circola più capitale? Dirottiamolo sull’Italia

L’osservatorio di Giuseppe Vegas, presidente della Consob, in questo momento è sicuramente uno dei migliori per guardare al futuro dell’Italia degli affari e dell’economia. La recessione è finita, ma non si sono esauriti gli impatti negativi sull’occupazione, sull’anagrafe delle piccole imprese, sulla redditività delle banche. Per non parlare della quadratura dei conti pubblici e del livello del debito. E perché no, dei consumi che faticano a riprendere. 
La ricchezza finanziaria, invece, quella sì è aumentata al seguito della ripresa dei corsi azionari. Basta guardare come si sono comportate le famiglie a partire dalla seconda metà del 2014 quando è cominciata la discesa dei tassi di interesse, accentuata con l’annuncio e quindi l’avvio del Quantitative easing , cioè il programma di acquisto massiccio di titoli pubblici, della Banca centrale europea.
Abbandonato l’investimento in titoli di Stato, diventati davvero poco attraenti dopo la fortissima riduzione dei rendimenti, i risparmiatori si sono trasferiti su azioni e fondi d’investimento, più remunerativi anche se più rischiosi.
Certo Piazza Affari deve fare i conti con la volatilità dei corsi azionari determinata dall’ipersensibilità agli eventi geopolitici — dalla crisi greca a quella ucraina —, ma può anche tracciare un consuntivo decisamente positivo per quest’inizio 2015, visto che l’incremento incassato supera il 20%. E a tornare in Borsa sono stati anche gli investitori stranieri, con i made in China in testa guidati dalla Banca popolare cinese.
Il messaggio
Forte della buona salute, ritrovata, dei mercati finanziari e di quel 20% di performance positiva delle azioni, Vegas potrà nel suo tradizionale annuale incontro con gli investitori ed il mercato che si tiene oggi, lunedì, all’Expo di Milano, lanciare un messaggio ambizioso indicando il percorso per dirottare il maggior risparmio finanziario verso l’economia italiana. Un’economia che ha bisogno di sforzi e interventi aggiuntivi per dare solidità alla ripresa ciclica in atto.
Si tratta secondo Vegas di obiettivo che può essere perseguito in due modi: insistendo sulla semplificazione delle procedure per l’ingresso nel mercato dei capitali delle imprese medio piccole. E anche favorendo l’impiego in Italia del maggior risparmio raccolto dagli intermediari finanziari, in particolare esteri.
La strategia non è facile da disegnare e realizzare, ma il numero uno della Consob insisterà sull’esigenza di non vanificare le opportunità offerte ai mercati finanziari dalla politica espansiva della Banca centrale europea.
In questo quadro di prospettive e interventi che guardano al futuro trovano posto le trattative avviate a livello internazionale per realizzare, dopo quella bancaria, l’unione dei mercati dei capitali.
Un’iniziativa, questa, adottata dall’Unione Europea, ma ancora arretrata rispetto al tragitto, ormai arrivato vicino al traguardo, dell’unione bancaria. Ciò non toglie che continuerà, sia a livello internazionale che interno, il dibattito sulle regole e sull’adeguamento normativo.
In particolare sta entrando nel vivo la discussione sulla vigilanza: se continuare a privilegiare la suddivisione cadenzata dal prodotto — com’è attualmente e com’è stato confermato dall’approvazione della direttiva SolvencyII — oppure dal soggetto emittente, come suggerisce, per esempio, per le assicurazioni l’autorità di controllo, l’Ivass.
I risultati
Nel suo discorso agli investitori e agli amministratori delle società quotate e agli intermediari finanziari, Vegas, ovviamente, riassumerà l’attività svolta dalla Commissione nell’ultimo anno che ha segnato il sorpasso degli investitori internazionali (il 61%) rispetto a quelli nazionali nelle comunicazioni delle variazioni delle partecipazioni rilevanti. E metterà in rilievo, in tale quadro, anche i risultati dell’azione di vigilanza.
Un ambito, questo, in cui acquista sempre più spazio il controllo sugli scambi via Internet, sul cosiddetto abusivismo finanziario via web . La rete infatti, secondo gli ispettori della Consob, resta il canale privilegiato di contatto con la potenziale clientela sia per l’attività di trading sia per quella di sollecitazione all’investimento. Nel 2014, per esempio, gli accertamenti sono stati 140 mentre i siti Internet messi sotto osservazione sono stati 505.
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