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Consob entra in sciopero generale

di Riccardo Sabatini

Dopo appena un mese dal suo insediamento è già finita la luna di miele del nuovo presidente della Consob Giuseppe Vegas con la con la commissione di vigilanza. Le rappresentanze sindacali dell'authority (con l'eccezione della Cisl e della piccola sigla autonoma della Sibc) hanno proclamato per il 10 febbraio uno sciopero generale e l'interruzione delle relazioni sindacali contro – hanno spiegato in un comunicato – «l'attacco della politica all'indipendenza funzionale ed organizzativa della Consob attraverso emendamenti legislativi che pretendono di organizzare dall'esterno le attività dell'Istituto che trovano sponda nell'acquiescente silenzio della Commissione e nelle recenti proposte di riorganizzazione del lavoro». Sotto accusa vi sono gli emendamenti recentemente presentati dalla maggioranza in Parlamento al decreto "milleproroghe" e le modifiche al regolamento di organizzazione della Consob con le quali viene disegnato il nuovo ruolo di segretario generale della commissione e modificato quello di direttore generale.

L'agitazione sindacale è stata decisa proprio nel giorno in cui l'autorità ha incassato una sonora sconfitta alla sua richiesta di ottenere un posto di prestigio all'Esma, il nuovo regulator europeo di vigilanza dei mercati. La candidatura di Carlo Comporti a direttore operativo è stata formalmente depennata dalla commissione di Bruxelles che ha così aperto la strada alla nomina dell'inglese Verena Ross. Tra i motivi della bocciatura c'è il fatto che l'Italia ha già ottenuto la presidenza di un'authority (Andrea Enria guiderà l'Eba, il regulator bancario) e, in aggiunta, ha pesato l'ostinazione del commissario Michel Barnier di nominare una donna tra i nuovi manager. Con l'abbandono di Comporti, però, l'Italia si ritroverà del tutto sguarnita all'Esma non essendo presente neppure nel management board del nuovo organismo. E questo proprio nel momento in cui si annuncia un accentramento a livello continentale del potere di regolamentazione.

Tornando alla Consob, nella storia dell'istituzione sono assai rari i casi di sciopero generale. Una decisione così clamorosa, anticipata lunedì nel corso di un'infocata assemblea di quadri e "top manager", si può spiegare con le iniziative del Parlamento e le decisioni organizzative predisposte dalla commissione, per il momento soltanto una bozza approvata a maggioranza (il commissario Michele Pezzinga ha votato "no") comunicata ai sindacati per ricevere le loro osservazioni prima di essere definitivamente varata. Vegas ha innanzitutto definito il ruolo del segretario generale dell'authority (con relativo segretariato), una casella già prevista dalla legge ma finora rimasta vuota. L'incarico sarà a termine (sette anni) deciso dalla commissione con una maggioranza rafforzata (almeno di 4 commissari). Il nuovo ufficio dovrà, tra l'altro, coordinare l'azione della commissione nei rapporti istituzionali, monitorare l'attività parlamentare e di governo, svolgere valutazioni di impatto della regolamentazione, supportare commissione e presidente nella definizione e verifica dei piani strategici pluriennali. Avrà anche l'effetto di ridurre l'autonomia della struttura interna dell'istituzione di vigilanza? È quanto temono i sindacati ma anche alcuni dei principali dirigenti dell'istituzione. Tanto più che, candidato ad occupare la poltrona – secondo voci concordanti – vi sarebbe l'attuale responsabile dell'ufficio legislativo del dipartimento economia del Mef, Gaetano Caputi.

Le preoccupazioni sono rafforzate dal fatto che anche il direttore generale diverrebbe una carica a termine. Tra i suoi poteri vi sarebbe anche quello di avocare le pratiche degli uffici in caso di "inerzia" dei medesimi. Una prerogativa, anch'essa, che viene vista come limitazione dell'autonomia funzionale della Consob. Tra i dissenzienti vi sarebbe tra l'altro lo stesso direttore generale in carica, Antonio Rosati, peraltro ormai prossimo alla pensione. Sul fronte opposto si osserva che i cambiamenti hanno l'obiettivo di ridurre la autoreferenzialità della struttura operativa dell'istituzione rendendola maggiormente permeabile ai cambiamenti.

Fatto sta che gli emendamenti al "milleproroghe" hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco introducendo la possibilità di "comandare" personale esterno alla Consob, e riproponendo il trasferimento progressivo di molti uffici a Milano (con una prima riorganizzazione entro fine luglio). Ciò che ieri ha innescato la reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del governatore del Lazio Renata Polverini. Secondo i sindacati gli emendamenti parlamentari e le modifiche regolamentari sono il segno di una regia comune che avrebbe come obiettivo quello di restringere l'autonomia della Consob al ruolo di un'agenzia ministeriale. Sono paure eccessive? Una prima risposta, fin da oggi, potrebbe giungere anche dai rappresentanti di emittenti ed intermediari convocati da Vegas per riprendere il cammino interrotto della Piazza Finanziaria italiana. Un percorso che si sta facendo sempre più accidentato, anche per le notizie che giungono da Bruxelles.
 

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