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Consob e Procura di Milano, protocollo di collaborazione

La Consob si prepara a rendere più stabile e stringente il rapporto di collaborazione con le procure nazionali per smarcherare e sanzionare i sempre più numerosi casi di abuso di mercato nel capitalismo nazionale e non solo. L’Autorità guidata da Giuseppe Vegas ha cominciato ieri con la procura più attiva da questo punto di vista, quella di Milano. È stato siglato un protocollo che porta la firma di Vegas e di Francesco Greco, capo del pool economico dei pm milanesi, per «rendere più snelli e operativi i rapporti» tra loro, come ha spiegato il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati.
L’iniziativa serve a consolidare «una prassi già instaurata da molto tempo che ora viene cristallizzata in un documento», ha detto spiegato Vegas. L’orgine della collaborazione risale al 2005, con il recepimento della direttiva sul market abuse. Da allora sono stati tanti i casi di collaborazione che hanno portato a smascherare operazioni non trasparenti. Già dal 2005, su segnalazione della Consob, fu avviata l’indagine sui furbetti del quartierino e le scalate bancarie; in particolare nel mirino dell’Autorità, allora guidata da Lamberto Cardia, erano finiti i patti occulti finalizzati a evitare le offerte totalitarie per prendere il controllo di Antonveneta e Bnl. In seguito ci sono stati altri casi: dal convertendo Fiat, allo swap Ifil-Exor, fino ai casi dei nostri giorni inerenti Premafin, la società della famiglia Ligresti, la battaglia per il controllo di Fondiaria-Sai e gli strani rapporti tra azionisti e banche.
Il protocollo siglato con la procura di Milano potrà essere replicato presto con altre procure, come quella di Roma o di Torino. L’accordo, ha spiegato Greco, «nasce dall’esigenza di armonizzare» le inchieste della procura e l’attività della Consob, anche per «velocizzare i tempi» per lo scambio di informazioni tra le due autorità e per l’esigenza di «prendere atto del grande lavoro di Consob e procura in alcuni grandi processi che hanno fatto la storia e renderlo prassi». La prassi può servire, ad esempio, a sollecitare l’Autorità a comunicare alle procure la decisione di avviare un’istruttoria su un certo caso, senza aspettarne la chiusura e le risultanze. O, viceversa, a spingere le procure a investire la Consob per la collaborazione nel corso di un’indagine.

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