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Consob detta le regole sui bilanci

Consob detta le regole per la compilazione dei bilanci, sottolineando in particolare alcuni aspetti che quest’anno saranno oggetto di approfondimenti nell’ambito dell’attività di vigilanza sull’informativa societaria. In particolare l’attenzione è rivolta ai principi contabili Ifrs 10-11-12, che si applicheranno per la prima volta ai bilanci 2014 e che riguardano la redazione del bilancio consolidato, la nozione di controllo e le joint venture, oltre agli impairment test, alle imposte differite e all’asset quality review delle banche soggette alla vigilanza della Bce. È bene chiarire che si tratta di regole, o meglio di disposizioni, relative esclusivamente alla rappresentazione contabile, senza implicazioni su altre tematiche (per esempio la normativa Opa), da parte di società quotate in Borsa. In una nota, Consob sottolinea che la comunicazione emessa _ che fa seguito a un analogo documento pubblicato dall’Esma (European securities and markets authority)in ottobre _ «non introduce nuovi obblighi regolamentari, ma si limita a specificare i temi che nell’attuale contesto di mercato assumono, a giudizio di Consob, carattere prioritario ai fini della trasparenza delle informazioni da fornire nelle relazioni finanziarie al 31 dicembre 2014».
Nel dettaglio, il principio contabile Ifrs 10, che sostituisce lo Ias 27 sul bilancio consolidato, modifica la nozione di controllo. C’è controllo quando l’investitore «è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivati dal proprio rapporto con la stessa e nel contempo ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità».
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Antonella Olivieri
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Secondo lo stesso principio contabile il controllo sussiste non solo quando un azionista detiene la maggioranza dei diritti di voto, ma è possibile anche _ è il caso del cosiddetto controllo di fatto _ quando «detiene diritti sufficienti ad avere la capacità pratica di condurre unilaterlamente le attività rilevanti della partecipata». Quando ne ricorrono le condizioni, quindi, la società è tenuta a consolidare in bilancio la sua controllata. Le disposizioni, però, sono rivolte alle società quotate che “controllano” un’altra società e non invece a società che sono controllate da entità non quotate.
L’Ifrs 11 riguarda le joint venture. In presenza di controllo congiunto non sarà più possibile applicare il consolidamento proporzionale, ma le partecipazioni dovranno essere consolidate con il metodo del patrimonio netto. A riguardo la Consob chiede di effettuare «un’approfondita valutazione di diritti e obbligazioni rivenienti dagli accordi a controllo congiunto» e di «riportare in bilancio un’informativa che consenta di valutare la natura, la misura e gli effetti economico-finanziari delle interessenze in accordi a controllo congiunto».
Sugli impairment test _ effettuati per verificare la tenuta dei valori di avviamenti e altre attività immateriali come per esempio i marchi_ la Consob ritiene ci siano ancora margini di miglioramento nell’informativa resa in bilancio dalle società quotate. Infatti, dall’attività di vigilanza sui bilanci 2013 è emerso per esempio che alcune società riportano solo informazioni generiche sul processo di valutazione delle attività, mentre sono state riscontrate carenze nelle descrizioni dell’analisi di sensitività del risultato di impairment rispetto alle variazioni dei principi assunti di base. L’Authority non richiede peraltro una disclosure completa delle assunzioni che sono alla base del test, ma raccomanda che le valutazioni siano improntate a criteri di prudenza.
Un altro punto riguarda la corretta applicazione dei principi relativi alla contabilizzazione e alla misurazione di attività per imposte differite. In particolare, l’iscrizione in bilancio di un’attività fiscale differita per perdite fiscali può essere rilevata «nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere utilizzate le perdite fiscali». Un aspetto che assume un certo rilievo in un contesto congiunturale di bassa crescita, se non addirittura di recessione.
Quanto infine all’asset quality review, che riguarda le banche passate sotto la vigilanza della Bce, la raccomandazione è di dare evidenza nei bilanci degli impatti del test, fornendo specifica informativa sulle modifiche delle politiche contabili relative alla valutazione dei crediti.

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